
Il 25 settembre 2026, le autorità doganali ceche hanno segnalato il sequestro di due spedizioni separate per un totale di oltre 600 chilogrammi di carne per kebab trasportata senza refrigerazione: una vicino a Český Těšín, al confine con la Polonia, e un’altra nei pressi di Olomouc. In entrambi i casi, i veicoli erano privi di impianti di raffreddamento e i trasporti non erano stati preventivamente notificati, violando le normative sanitarie UE sul trasporto di prodotti di origine animale. Questi sequestri fanno parte di controlli intensificati alle frontiere stradali avviati dalla Direzione Generale delle Dogane dallo scorso agosto, in risposta all’aumento delle importazioni alimentari non dichiarate. Gli agenti hanno operato in collaborazione con l’Amministrazione Veterinaria Statale, che ha ordinato la distruzione immediata della carne per impedirne la distribuzione in ristoranti di Praga e Brno. Per le aziende internazionali di catering e le catene di ristorazione che trasferiscono personale o merci in Repubblica Ceca, questa operazione rappresenta un monito importante: la conformità doganale non si limita ai codici tariffari. La mancata presentazione della documentazione veterinaria corretta può comportare non solo il sequestro della merce, ma anche sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, procedimenti penali ai sensi della legge sulla salute pubblica. L’episodio evidenzia inoltre il ruolo più ampio delle dogane nella tutela della salute pubblica e nel garantire l’integrità della filiera, un ambito che si intreccia sempre più con la mobilità aziendale. I responsabili della mobilità globale che coordinano missioni a breve termine per chef o tecnologi alimentari dovrebbero verificare che i loro fornitori logistici rispettino le regole ceche di pre-notifica e mantengano la catena del freddo durante il transito alle frontiere interne UE. I vettori polacchi e slovacchi operanti lungo i corridoi S1 e D1 sono stati avvisati di aspettarsi controlli più rigorosi per tutto il 2026, in particolare per merci deperibili ad alto rischio.