
In un’intervista rilasciata prima dell’alba il 25 settembre, il ministro dell’Interno conservatore della Sassonia, Armin Schuster, ha presentato un programma in quattro punti che sostituirebbe il diritto individuale di asilo in Germania con una quota umanitaria annuale legata alla capacità di accoglienza dei comuni. Il piano – riportato per la prima volta dal Redaktionsnetzwerk Deutschland e confermato all’agenzia dpa – prevede inoltre una semplificazione delle espulsioni per i trasgressori tramite la modifica della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, l’introduzione di una nuova “detenzione per l’esecuzione della partenza” per i richiedenti respinti e la creazione di centri di rimpatrio a livello UE. L’iniziativa di Schuster arriva in un momento delicato per la coalizione semaforo guidata dal cancelliere Scholz, già sotto pressione a causa dei record di consensi per l’estrema destra dell’AfD. Mentre il Ministero federale dell’Interno ha bollato le proposte come costituzionalmente discutibili, i deputati della maggioranza di governo hanno ammesso che i limiti di capacità nei centri di accoglienza locali stanno diventando “il tetto massimo” del modello tedesco di accoglienza. Per i datori di lavoro, il passaggio da un sistema di asilo individuale a quote potrebbe liberare indirettamente risorse amministrative per i visti legati al lavoro, ma potrebbe anche irrigidire l’opinione pubblica contro tutte le forme di immigrazione, comprese le riforme della legge sull’immigrazione qualificata che entreranno pienamente in vigore a novembre. La leadership della CDU discuterà il documento al prossimo congresso del partito, segnalando che l’inasprimento della legge sull’asilo sarà un tema centrale nelle campagne elettorali per le elezioni regionali del prossimo anno nella Germania orientale.
Fonte: dpa / Onvista