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Le nuove regole sui visti rendono gli agenti di viaggio indispensabili per i viaggiatori indiani in partenza

set 29, 2026
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Le nuove regole sui visti rendono gli agenti di viaggio indispensabili per i viaggiatori indiani in partenza
I cittadini indiani che pianificano viaggi internazionali per la fine del 2026 si trovano ad affrontare il panorama dei visti più instabile degli ultimi dieci anni. Dal ritorno degli Stati Uniti quasi a interviste in presenza universali, al rafforzamento della regola 90/180 giorni in Europa, fino alla decisione della Thailandia, presa all’inizio di questo mese, di eliminare il generoso soggiorno esentasse di 60 giorni, i requisiti che una volta restavano fissi per anni ora cambiano con poche settimane — o addirittura giorni — di preavviso.

Intervistato da ET Hospitality World il 29 settembre, Sandeep Arora, direttore di Brightsun Travel India, ha descritto come questa volatilità abbia modificato il primo passo della pianificazione del viaggio. «I clienti chiedono informazioni sui voli, ma la domanda più importante è: ci sarà davvero uno slot disponibile al consolato prima della data di partenza?» ha spiegato.

Le ambasciate Schengen in India hanno registrato un record di 1,15 milioni di richieste di visto per soggiorni brevi nel 2025, con tassi di rifiuto superiori al 14%; i numeri per il 2026 sono ancora più alti, poiché studenti, viaggiatori d’affari e turisti competono per gli appuntamenti.

La turbolenza nelle politiche sui visti non riguarda solo l’Occidente. La Thailandia ha introdotto una Digital Arrival Card online da compilare entro tre giorni dall’ingresso, mentre il suo governo ha approvato a maggio una revisione completa dei programmi di esenzione e visto all’arrivo. Gli Emirati Arabi Uniti ora richiedono che la maggior parte delle interviste per visti non immigranti siano fissate nel paese di cittadinanza del richiedente, costringendo molti indiani che prima facevano “visa run” in paesi terzi a rivedere i propri itinerari.

Anche le destinazioni pubblicizzate come “senza visto” spesso impongono condizioni nascoste, come la prova di un viaggio di proseguimento, prenotazioni alberghiere o assicurazioni sanitarie obbligatorie.

In questo contesto, sostiene Arora, i consulenti di viaggio esperti offrono un valore aggiunto ben prima della presentazione dei documenti. Organizzano le prenotazioni in modo che tariffe aeree non rimborsabili o depositi alberghieri vengano impegnati solo dopo aver definito una tempistica realistica per il visto; verificano le regole di transito che possono creare problemi ai viaggiatori con biglietti separati; e personalizzano le prove finanziarie e lavorative in base al profilo esatto del richiedente, evitando modelli generici.

Soprattutto, i consulenti sono chiari su ciò che non possono garantire: l’approvazione del visto. Il loro ruolo, conclude Arora, è eliminare errori evitabili che trasformano piccole spese in grandi perdite. Per il mercato indiano in rapida espansione verso l’estero, una pianificazione intelligente sta diventando importante quanto la destinazione stessa.
Fonte: ET Hospitality World

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