
In un bando di gara datato 28 settembre, l'Ambasciata indiana a Riyadh ha emesso una Richiesta di Proposta (RFP) per esternalizzare le operazioni consolari, passaporti e visti (CPV), inclusa la gestione delle carte Overseas Citizen of India (OCI), sia presso l'ambasciata di Riyadh che il Consolato Generale a Jeddah. Il fornitore vincitore gestirà per almeno cinque anni, soggetto a revisioni annuali delle prestazioni, la raccolta front-office, la biometria, la gestione documentale e la prenotazione degli appuntamenti.
Perché ora? L'Arabia Saudita ospita circa 2,4 milioni di cittadini indiani, la più grande comunità di espatriati nel Regno, e un numero crescente di turisti e viaggiatori d'affari sauditi richiede e-Visa o visti cartacei per motivi medici, educativi e commerciali. I funzionari dell'ambasciata hanno dichiarato che il flusso di visitatori a Riyadh è raddoppiato rispetto ai livelli pre-pandemia, con picchi giornalieri che superano le 3.500 domande. Gli sportelli interni esistenti e i contratti temporanei di outsourcing non sono riusciti a tenere il passo, causando rallentamenti e tempi di attesa prolungati.
Con il nuovo contratto, i richiedenti beneficeranno di una maggiore capacità di raccolta biometrica, orari di apertura prolungati durante le stagioni di Haj e Umrah, e servizi premium opzionali come il ritiro documenti a domicilio. Importante, la RFP richiede l’integrazione con l’app mobile indiana Su-Swagatam e il sistema backend IVFRT, così da inviare aggiornamenti automatici sullo stato delle pratiche ai richiedenti e ai sistemi di Advance Passenger Information delle compagnie aeree, riducendo i rifiuti dell’imbarco all’ultimo minuto.
L’ambasciata richiede inoltre che il fornitore mantenga un data center sotto giurisdizione indiana, per rispondere alle preoccupazioni sulla privacy sollevate dai responsabili dei viaggi aziendali. Per i professionisti indiani nel Regno, questa iniziativa potrebbe semplificare il rinnovo dei passaporti e le richieste di riemissione OCI, riducendo le visite di persona. Le aziende saudite che inviano personale in India per formazione o progetti potranno usufruire di appuntamenti più rapidi e checklist documentali più chiare.
Il bando si chiude il 19 ottobre, con il passaggio operativo al nuovo fornitore previsto per l’inizio del 2027, ben prima del prossimo ciclo di Haj. Questa iniziativa riflette simili strategie di outsourcing adottate dalle missioni indiane in Canada, Regno Unito e Emirati Arabi Uniti, parte di una politica più ampia volta a offrire servizi consolari “senza volto, senza carta e senza contanti”, liberando il personale diplomatico per funzioni di commercio e diplomazia pubblica.
Perché ora? L'Arabia Saudita ospita circa 2,4 milioni di cittadini indiani, la più grande comunità di espatriati nel Regno, e un numero crescente di turisti e viaggiatori d'affari sauditi richiede e-Visa o visti cartacei per motivi medici, educativi e commerciali. I funzionari dell'ambasciata hanno dichiarato che il flusso di visitatori a Riyadh è raddoppiato rispetto ai livelli pre-pandemia, con picchi giornalieri che superano le 3.500 domande. Gli sportelli interni esistenti e i contratti temporanei di outsourcing non sono riusciti a tenere il passo, causando rallentamenti e tempi di attesa prolungati.
Con il nuovo contratto, i richiedenti beneficeranno di una maggiore capacità di raccolta biometrica, orari di apertura prolungati durante le stagioni di Haj e Umrah, e servizi premium opzionali come il ritiro documenti a domicilio. Importante, la RFP richiede l’integrazione con l’app mobile indiana Su-Swagatam e il sistema backend IVFRT, così da inviare aggiornamenti automatici sullo stato delle pratiche ai richiedenti e ai sistemi di Advance Passenger Information delle compagnie aeree, riducendo i rifiuti dell’imbarco all’ultimo minuto.
L’ambasciata richiede inoltre che il fornitore mantenga un data center sotto giurisdizione indiana, per rispondere alle preoccupazioni sulla privacy sollevate dai responsabili dei viaggi aziendali. Per i professionisti indiani nel Regno, questa iniziativa potrebbe semplificare il rinnovo dei passaporti e le richieste di riemissione OCI, riducendo le visite di persona. Le aziende saudite che inviano personale in India per formazione o progetti potranno usufruire di appuntamenti più rapidi e checklist documentali più chiare.
Il bando si chiude il 19 ottobre, con il passaggio operativo al nuovo fornitore previsto per l’inizio del 2027, ben prima del prossimo ciclo di Haj. Questa iniziativa riflette simili strategie di outsourcing adottate dalle missioni indiane in Canada, Regno Unito e Emirati Arabi Uniti, parte di una politica più ampia volta a offrire servizi consolari “senza volto, senza carta e senza contanti”, liberando il personale diplomatico per funzioni di commercio e diplomazia pubblica.
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