
Le statistiche aggiornate del Home Office, pubblicate il 30 settembre, mostrano che oltre 10 milioni di titolari di visto sono passati a un visto elettronico (eVisa), mentre le Autorizzazioni di Viaggio Elettroniche (ETA) emesse hanno superato i 20 milioni. Questo traguardo arriva a meno di due anni dall’abbandono della stampa dei permessi di soggiorno biometrici per i nuovi ingressi, con l’introduzione dello status digitale come standard. Le autorità hanno anche reso pubblica la prima tranche di dati di “correzione errori”, rivelando che meno dello 0,4% dei record digitali ha richiesto modifiche manuali, a dimostrazione, secondo loro, dell’affidabilità del sistema su larga scala. La maggior parte delle correzioni riguardava errori di ortografia nei nomi e discrepanze nei numeri di passaporto, segnalate durante il check-in dei voli. Il Home Office sottolinea che questa transizione permetterà un risparmio di 275 milioni di sterline in dieci anni, eliminando i costi di produzione e spedizione dei documenti. Benefici ne traggono anche compagnie aeree e aeroporti: le interrogazioni anticipate al database dello status digitale si completano in meno di 200 millisecondi in media, riducendo di minuti i tempi di imbarco per i voli a lungo raggio. Tuttavia, gli studi legali segnalano un aumento di clienti, soprattutto migranti più anziani abituati ai documenti cartacei, che incontrano difficoltà nel generare i codici di condivisione. Il dipartimento ha promesso una linea di assistenza multilingue e una rete di “sportelli di supporto eVisa” nei principali aeroporti del Regno Unito entro la scadenza di febbraio 2027, quando le prove fisiche saranno completamente eliminate.
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