
Dal 1° ottobre 2026, proprietari e agenti immobiliari in Inghilterra dovranno seguire un codice di condotta aggiornato sul diritto di affittare, pubblicato dal Home Office. Il documento di 184 pagine aggiorna le liste, introduce l’obbligo di utilizzare fornitori certificati di servizi di verifica digitale (DVSP) per controlli completamente remoti e riconosce ufficialmente il codice di condivisione dello status eVisa del governo come prova principale. L’aggiornamento elimina inoltre le disposizioni transitorie per i cittadini ucraini, uniformando il trattamento di tutti i migranti.
Per le aziende che gestiscono alloggi aziendali e team di relocation, la novità più rilevante è che qualsiasi proprietario (inclusi i datori di lavoro che affittano appartamenti aziendali) che opti per un controllo digitale completo deve stipulare un contratto con un DVSP presente nel registro ufficiale gestito dall’Ufficio per le Identità e Attributi Digitali. L’uso di piattaforme tecnologiche non certificate invalida la giustificazione legale e può esporre il proprietario a sanzioni civili fino a £3.000 per occupante.
La guida sottolinea inoltre che, dal 1° luglio 2026, i visti fisici non saranno più accettati, accelerando la transizione verso un sistema di immigrazione senza carta. I proprietari dovranno quindi formare il personale a riconoscere gli eVisa e verificare i codici di condivisione, aggiornando le procedure di accoglienza per i dipendenti che arrivano con le nuove autorizzazioni elettroniche di viaggio (ETA) o eVisa.
Le multinazionali che affittano alloggi per i propri dipendenti dovrebbero rivedere i contratti per chiarire chi – azienda, agenzia di relocation o individuo – è responsabile del controllo, assicurandosi che le clausole sulla privacy permettano la gestione delle immagini del passaporto da parte di un DVSP. Il mancato rispetto non solo comporta multe, ma può anche ritardare trasferimenti urgenti di lavoratori chiave.
Per le aziende che gestiscono alloggi aziendali e team di relocation, la novità più rilevante è che qualsiasi proprietario (inclusi i datori di lavoro che affittano appartamenti aziendali) che opti per un controllo digitale completo deve stipulare un contratto con un DVSP presente nel registro ufficiale gestito dall’Ufficio per le Identità e Attributi Digitali. L’uso di piattaforme tecnologiche non certificate invalida la giustificazione legale e può esporre il proprietario a sanzioni civili fino a £3.000 per occupante.
La guida sottolinea inoltre che, dal 1° luglio 2026, i visti fisici non saranno più accettati, accelerando la transizione verso un sistema di immigrazione senza carta. I proprietari dovranno quindi formare il personale a riconoscere gli eVisa e verificare i codici di condivisione, aggiornando le procedure di accoglienza per i dipendenti che arrivano con le nuove autorizzazioni elettroniche di viaggio (ETA) o eVisa.
Le multinazionali che affittano alloggi per i propri dipendenti dovrebbero rivedere i contratti per chiarire chi – azienda, agenzia di relocation o individuo – è responsabile del controllo, assicurandosi che le clausole sulla privacy permettano la gestione delle immagini del passaporto da parte di un DVSP. Il mancato rispetto non solo comporta multe, ma può anche ritardare trasferimenti urgenti di lavoratori chiave.
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