
Il Ministero dell’Interno britannico ha confermato il 30 settembre la cessazione immediata dell’accordo bilaterale “uno dentro, uno fuori” con la Francia, ideato per scoraggiare le traversate irregolari del Canale della Manica su piccole imbarcazioni. Introdotto come progetto pilota nel luglio 2025, il meccanismo permetteva a Londra di rimandare in Francia una persona intercettata dopo una traversata illegale, in cambio del trasferimento legale nel Regno Unito di un richiedente asilo già presente sul suolo francese. In pratica, circa 1.500 persone sono state rimpatriate dal Regno Unito e un numero simile accolto dalla Francia, prima che Parigi informasse Westminster la scorsa settimana di non voler prorogare il programma oltre la scadenza del 1° ottobre. Fonti francesi hanno spiegato a Le Monde che l’onere amministrativo superava i benefici marginali in termini di deterrenza, e che l’aspetto politico dello scambio era diventato “insostenibile” in vista delle elezioni presidenziali francesi del 2027. Per il nuovo governo laburista di Londra, il fallimento del progetto pilota rappresenta un duro colpo. Il Primo Ministro Andy Burnham sperava di mostrare progressi rapidi nel contenere le traversate del Canale senza dover rilanciare la controversa politica di esternalizzazione in Rwanda. Ora i funzionari ammettono che il Regno Unito ha perso una via di rimpatrio gestita proprio mentre gli arrivi stanno nuovamente aumentando: i dati del Ministero dell’Interno mostrano oltre 32.000 traversate nel 2026, con un record giornaliero di 781 la scorsa settimana. I team dedicati ai viaggi d’affari e alla mobilità globale devono prepararsi a effetti a catena. La Border Force sta spostando agenti dalle sale degli e-gate ai centri di gestione delle piccole imbarcazioni, e fonti sindacali avvertono di code più lunghe ai controlli d’immigrazione negli aeroporti principali durante il picco del periodo di metà ottobre. I datori di lavoro che sponsorizzano talenti con scadenze di progetto strette potrebbero dover considerare tempi di arrivo più lunghi e possibili domande sulla stabilità del sistema migratorio britannico. Sul fronte politico, l’attenzione si sposterà probabilmente sull’ampliamento dell’obbligo di Electronic Travel Authorisation (ETA) a un maggior numero di visitatori del Canale e sull’accelerazione dei piani per una frontiera biometrica “contactless” entro il 2027. Tuttavia, gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che qualsiasi futuro accordo di rimpatrio con la Francia richiederà un allineamento legale più profondo e probabilmente un nuovo contributo finanziario, costi che saranno inclusi nella prossima Revisione della Spesa.
Fonte: Associated Press
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