
Solo pochi mesi fa, la Commissione Europea insisteva ancora sul fatto che il Sistema Europeo di Informazione e Autorizzazione per i Viaggi (ETIAS) sarebbe stato attivato per i cittadini esenti da visto entro la fine del 2026. Tuttavia, un nuovo reportage di questa mattina del quotidiano di Bruxelles Nezavisne cita fonti interne alla Commissione e a eu-LISA che ammettono un nuovo slittamento dei tempi, con una data di avvio prevista “non prima del 2027”.
Il principale responsabile è il problematico Sistema di Entrata/Uscita (EES), introdotto al confine esterno di Schengen nell’aprile 2026. Compagnie aeree e gestori aeroportuali – incluso l’Aeroporto Internazionale di Vienna – hanno segnalato per tutta l’estate che i chioschi biometrici stanno causando code fino a due ore per i cittadini di paesi terzi, e che la rete non può assorbire un ulteriore livello IT finché i problemi non saranno risolti.
Per le imprese austriache, il rinvio è un’arma a doppio taglio. Da un lato, i responsabili export e i team di progetto che viaggiano frequentemente verso Nord America, Golfo e alcune aree dell’Asia potranno godere di almeno un altro anno di viaggi last-minute senza intoppi nell’area Schengen. Le aziende avevano già iniziato a prevedere nel budget la tassa ETIAS di 7 euro e ulteriori passaggi di conformità come la preregistrazione del passaporto; molti potrebbero ora rimandare questi cambiamenti interni.
Dall’altro, i responsabili dei viaggi lamentano che l’incertezza rende difficile la pianificazione a lungo termine. “Abbiamo aggiornato i nostri strumenti di prenotazione già tre volte – prima per un avvio nel 2025, poi per il quarto trimestre 2026, e ora potremmo guardare al 2027,” si lamenta il capo della mobilità di una multinazionale di ingegneria dell’Alta Austria.
Anche gli esperti legali segnalano un rischio nascosto: finché ETIAS non sarà operativo, i vettori rimangono responsabili di tutti i controlli documentali al momento dell’imbarco. Un eventuale “big bang” dell’ultimo minuto potrebbe quindi coincidere con il picco del traffico vacanziero del 2027, uno scenario che ricorda la crisi dei passaporti dell’estate 2022 nel Regno Unito.
Gli attori dell’ecosistema dei viaggi austriaco sollecitano Bruxelles a pubblicare una data “non prima di” per permettere un’introduzione graduale di formazione, aggiornamenti software e informazione ai viaggiatori. Nel frattempo, le autorità di frontiera austriache continueranno a fare affidamento sul database biometrico EES e sulle tradizionali regole dei visti Schengen.
I viaggiatori provenienti da paesi esenti da visto come Stati Uniti, Canada, Australia e Balcani occidentali dovrebbero quindi continuare a monitorare i canali ufficiali, ma non devono ancora richiedere un’autorizzazione elettronica. Come ha detto senza mezzi termini oggi una società di gestione viaggi con sede a Vienna ai propri clienti: “Ignorate i countdown sui social media – ETIAS non arriverà quest’anno.”
Il principale responsabile è il problematico Sistema di Entrata/Uscita (EES), introdotto al confine esterno di Schengen nell’aprile 2026. Compagnie aeree e gestori aeroportuali – incluso l’Aeroporto Internazionale di Vienna – hanno segnalato per tutta l’estate che i chioschi biometrici stanno causando code fino a due ore per i cittadini di paesi terzi, e che la rete non può assorbire un ulteriore livello IT finché i problemi non saranno risolti.
Per le imprese austriache, il rinvio è un’arma a doppio taglio. Da un lato, i responsabili export e i team di progetto che viaggiano frequentemente verso Nord America, Golfo e alcune aree dell’Asia potranno godere di almeno un altro anno di viaggi last-minute senza intoppi nell’area Schengen. Le aziende avevano già iniziato a prevedere nel budget la tassa ETIAS di 7 euro e ulteriori passaggi di conformità come la preregistrazione del passaporto; molti potrebbero ora rimandare questi cambiamenti interni.
Dall’altro, i responsabili dei viaggi lamentano che l’incertezza rende difficile la pianificazione a lungo termine. “Abbiamo aggiornato i nostri strumenti di prenotazione già tre volte – prima per un avvio nel 2025, poi per il quarto trimestre 2026, e ora potremmo guardare al 2027,” si lamenta il capo della mobilità di una multinazionale di ingegneria dell’Alta Austria.
Anche gli esperti legali segnalano un rischio nascosto: finché ETIAS non sarà operativo, i vettori rimangono responsabili di tutti i controlli documentali al momento dell’imbarco. Un eventuale “big bang” dell’ultimo minuto potrebbe quindi coincidere con il picco del traffico vacanziero del 2027, uno scenario che ricorda la crisi dei passaporti dell’estate 2022 nel Regno Unito.
Gli attori dell’ecosistema dei viaggi austriaco sollecitano Bruxelles a pubblicare una data “non prima di” per permettere un’introduzione graduale di formazione, aggiornamenti software e informazione ai viaggiatori. Nel frattempo, le autorità di frontiera austriache continueranno a fare affidamento sul database biometrico EES e sulle tradizionali regole dei visti Schengen.
I viaggiatori provenienti da paesi esenti da visto come Stati Uniti, Canada, Australia e Balcani occidentali dovrebbero quindi continuare a monitorare i canali ufficiali, ma non devono ancora richiedere un’autorizzazione elettronica. Come ha detto senza mezzi termini oggi una società di gestione viaggi con sede a Vienna ai propri clienti: “Ignorate i countdown sui social media – ETIAS non arriverà quest’anno.”
Fonte: Nezavisne novine
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