
Il Consiglio dei Ministri austriaco ha approvato una modifica alla Vertriebenen-Verordnung (Ordinanza sui Displaced Persons) che cambia radicalmente il modo in cui i cittadini ucraini di recente arrivo ottengono la protezione temporanea nel paese. D’ora in poi, gli uomini soggetti al servizio militare secondo la legge ucraina non riceveranno più automaticamente lo status di rifugiato in Austria. Dovranno invece presentare la prova di aver adempiuto agli obblighi militari o di essere stati formalmente esentati, prima che un’autorità austriaca rilasci la tessera d’identità che consente l’accesso al lavoro, all’assistenza sanitaria, all’istruzione e ai benefici sociali.
Il Ministro dell’Interno Gerhard Karner ha dichiarato che la nuova norma più severa è stata coordinata con Germania, Polonia e Repubblica Ceca e “sostiene sia l’Ucraina sia la fiducia nel nostro sistema di asilo”. La stessa decisione del governo estende la partecipazione dell’Austria alla Direttiva UE sulla Protezione Temporanea (TPD) fino al 4 marzo 2028, un anno oltre la scadenza attuale dell’UE.
I titolari dello status già residenti in Austria mantengono tutti i diritti invariati; la nuova condizione relativa al servizio militare si applica solo a chi è entrato nel paese dopo l’inizio di agosto 2026. La normativa vieta inoltre richieste di “doppio beneficio”, stabilendo che chi possiede già la protezione temporanea in un altro Stato membro UE non può ottenerla nuovamente in Austria.
Per i responsabili della mobilità internazionale questa modifica comporta tre implicazioni immediate. Primo, i lavoratori ucraini di sesso maschile che intendono trasferirsi in Austria devono procurarsi prima della partenza documenti comprovanti la fine del servizio militare o l’esenzione, per evitare il rifiuto dello status all’arrivo. Secondo, i team HR dovrebbero verificare i trasferimenti in corso: mentre i beneficiari attuali restano coperti, il passaggio a una Red-White-Red Card o a un permesso di soggiorno UE a lungo termine potrebbe ora essere più semplice, poiché la modifica consente di “rinunciare” alla protezione temporanea solo dopo l’approvazione del nuovo permesso, eliminando situazioni di incertezza legale. Terzo, l’estensione fino al 2028 offre alle aziende un orizzonte di pianificazione più lungo per il personale ucraino già in Austria, garantendo l’accesso continuativo al mercato del lavoro senza test di mercato.
Tuttavia, le imprese con sedi in più paesi UE devono monitorare dove un dipendente è registrato, poiché l’Austria rifiuterà o revoca automaticamente lo status se un altro Stato membro lo ha già concesso. I team paghe devono quindi verificare che i lavoratori ucraini non percepiscano benefici familiari o sociali duplicati, pratica ora esplicitamente vietata dalla normativa.
Praticamente, i datori di lavoro dovrebbero aggiornare le checklist per i trasferimenti: inserire la documentazione sul servizio militare come requisito obbligatorio per i nuovi arrivati ucraini di sesso maschile; consigliare ai viaggiatori di prevedere tempi supplementari per i controlli d’identità all’aeroporto di Vienna; e informare i responsabili diretti che il Ministero dell’Interno effettuerà controlli incrociati con le banche dati degli altri Stati membri.
Gli esperti legali prevedono la pubblicazione di linee guida dettagliate da parte del Ministero dell’Interno nelle prossime settimane, ma le aziende che non si adegueranno rischiano ritardi nelle assegnazioni o sanzioni per lavoro irregolare. Nel frattempo, l’estensione automatica di un anno rappresenta una certezza ben accolta per quasi 90.000 ucraini già integrati nel mercato del lavoro e nelle scuole austriache.
Il Ministro dell’Interno Gerhard Karner ha dichiarato che la nuova norma più severa è stata coordinata con Germania, Polonia e Repubblica Ceca e “sostiene sia l’Ucraina sia la fiducia nel nostro sistema di asilo”. La stessa decisione del governo estende la partecipazione dell’Austria alla Direttiva UE sulla Protezione Temporanea (TPD) fino al 4 marzo 2028, un anno oltre la scadenza attuale dell’UE.
I titolari dello status già residenti in Austria mantengono tutti i diritti invariati; la nuova condizione relativa al servizio militare si applica solo a chi è entrato nel paese dopo l’inizio di agosto 2026. La normativa vieta inoltre richieste di “doppio beneficio”, stabilendo che chi possiede già la protezione temporanea in un altro Stato membro UE non può ottenerla nuovamente in Austria.
Per i responsabili della mobilità internazionale questa modifica comporta tre implicazioni immediate. Primo, i lavoratori ucraini di sesso maschile che intendono trasferirsi in Austria devono procurarsi prima della partenza documenti comprovanti la fine del servizio militare o l’esenzione, per evitare il rifiuto dello status all’arrivo. Secondo, i team HR dovrebbero verificare i trasferimenti in corso: mentre i beneficiari attuali restano coperti, il passaggio a una Red-White-Red Card o a un permesso di soggiorno UE a lungo termine potrebbe ora essere più semplice, poiché la modifica consente di “rinunciare” alla protezione temporanea solo dopo l’approvazione del nuovo permesso, eliminando situazioni di incertezza legale. Terzo, l’estensione fino al 2028 offre alle aziende un orizzonte di pianificazione più lungo per il personale ucraino già in Austria, garantendo l’accesso continuativo al mercato del lavoro senza test di mercato.
Tuttavia, le imprese con sedi in più paesi UE devono monitorare dove un dipendente è registrato, poiché l’Austria rifiuterà o revoca automaticamente lo status se un altro Stato membro lo ha già concesso. I team paghe devono quindi verificare che i lavoratori ucraini non percepiscano benefici familiari o sociali duplicati, pratica ora esplicitamente vietata dalla normativa.
Praticamente, i datori di lavoro dovrebbero aggiornare le checklist per i trasferimenti: inserire la documentazione sul servizio militare come requisito obbligatorio per i nuovi arrivati ucraini di sesso maschile; consigliare ai viaggiatori di prevedere tempi supplementari per i controlli d’identità all’aeroporto di Vienna; e informare i responsabili diretti che il Ministero dell’Interno effettuerà controlli incrociati con le banche dati degli altri Stati membri.
Gli esperti legali prevedono la pubblicazione di linee guida dettagliate da parte del Ministero dell’Interno nelle prossime settimane, ma le aziende che non si adegueranno rischiano ritardi nelle assegnazioni o sanzioni per lavoro irregolare. Nel frattempo, l’estensione automatica di un anno rappresenta una certezza ben accolta per quasi 90.000 ucraini già integrati nel mercato del lavoro e nelle scuole austriache.
Fonte: APA-OTS