
Il Ministero dell'Interno austriaco (BMI) ha pubblicato questa mattina, senza clamore, nuove linee guida che chiariscono che gli uomini ucraini soggetti alla leva militare nel loro paese non avranno più automaticamente diritto alla Direttiva UE sulla Protezione Temporanea al loro arrivo in Austria. La misura, entrata in vigore per i nuovi arrivi all'inizio di agosto ma comunicata ufficialmente solo il 4 ottobre, allinea Vienna al consenso raggiunto da Germania, Polonia e Repubblica Ceca nel Consiglio Giustizia e Affari Interni.
Secondo la revisione della Vertriebenen-Verordnung, i cittadini ucraini di sesso maschile tra i 18 e i 60 anni devono dimostrare di aver adempiuto – o di essere esentati – dagli obblighi militari prima di poter ottenere un permesso di soggiorno austriaco per persone sfollate. I beneficiari già esistenti manterranno il loro status fino al 4 marzo 2028, ma i nuovi arrivati dovranno affrontare un ulteriore controllo documentale sia al confine che negli uffici immigrazione.
Il BMI sostiene che questa decisione aiuta l’Ucraina, impedendo la partenza di “coorti rilevanti per la difesa” e riducendo la pressione sulla capacità di accoglienza austriaca. Per i datori di lavoro, in particolare nei settori dell’ospitalità e dell’outsourcing IT, l’impatto potrebbe essere immediato. Dal marzo 2022 circa il 15% degli ucraini assunti in Austria erano uomini nella fascia d’età interessata. Senza lo status di protezione, devono ottenere un visto di lavoro regolare – spesso la Red-White-Red Card – prima di poter essere assunti.
Gli avvocati del lavoro segnalano un aumento delle richieste da parte delle aziende che vogliono convertire i titolari di protezione temporanea in dipendenti regolari prima delle scadenze di rinnovo. Le ONG per i diritti umani hanno criticato la politica, sottolineando che dimostrare lo status di leva può essere complicato in un contesto di burocrazia bellica. Il ministero replica che restano possibili esenzioni umanitarie e che è stata creata una “via d’uscita”: le persone sfollate possono passare a un permesso secondo il Niederlassungs- und Aufenthaltsgesetz (NAG) senza incorrere in illegalità durante il periodo di transizione.
Le aziende con lavoratori ucraini sono invitate a verificare immediatamente lo status del personale e, se necessario, a preparare con largo anticipo le domande per la Red-White-Red Card prima dell’inizio dei progetti. Anche chi sponsorizza familiari deve controllare le nuove regole: la doppia protezione in più di uno Stato UE è ora esplicitamente vietata, chiudendo una scappatoia che alcuni lavoratori mobili utilizzavano per accedere ai benefici in Austria pur vivendo altrove.
Secondo la revisione della Vertriebenen-Verordnung, i cittadini ucraini di sesso maschile tra i 18 e i 60 anni devono dimostrare di aver adempiuto – o di essere esentati – dagli obblighi militari prima di poter ottenere un permesso di soggiorno austriaco per persone sfollate. I beneficiari già esistenti manterranno il loro status fino al 4 marzo 2028, ma i nuovi arrivati dovranno affrontare un ulteriore controllo documentale sia al confine che negli uffici immigrazione.
Il BMI sostiene che questa decisione aiuta l’Ucraina, impedendo la partenza di “coorti rilevanti per la difesa” e riducendo la pressione sulla capacità di accoglienza austriaca. Per i datori di lavoro, in particolare nei settori dell’ospitalità e dell’outsourcing IT, l’impatto potrebbe essere immediato. Dal marzo 2022 circa il 15% degli ucraini assunti in Austria erano uomini nella fascia d’età interessata. Senza lo status di protezione, devono ottenere un visto di lavoro regolare – spesso la Red-White-Red Card – prima di poter essere assunti.
Gli avvocati del lavoro segnalano un aumento delle richieste da parte delle aziende che vogliono convertire i titolari di protezione temporanea in dipendenti regolari prima delle scadenze di rinnovo. Le ONG per i diritti umani hanno criticato la politica, sottolineando che dimostrare lo status di leva può essere complicato in un contesto di burocrazia bellica. Il ministero replica che restano possibili esenzioni umanitarie e che è stata creata una “via d’uscita”: le persone sfollate possono passare a un permesso secondo il Niederlassungs- und Aufenthaltsgesetz (NAG) senza incorrere in illegalità durante il periodo di transizione.
Le aziende con lavoratori ucraini sono invitate a verificare immediatamente lo status del personale e, se necessario, a preparare con largo anticipo le domande per la Red-White-Red Card prima dell’inizio dei progetti. Anche chi sponsorizza familiari deve controllare le nuove regole: la doppia protezione in più di uno Stato UE è ora esplicitamente vietata, chiudendo una scappatoia che alcuni lavoratori mobili utilizzavano per accedere ai benefici in Austria pur vivendo altrove.
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