
Le unità dell'immigrazione e militari filippine hanno effettuato una retata in due edifici a Zamboanga Sibugay il 2 ottobre, arrestando 244 lavoratori stranieri, di cui 110 cinesi, in quella che le autorità hanno definito la più grande operazione dell'anno contro gli operatori illegali di Philippine Offshore Gaming Operators (POGO). Il Bureau of Immigration ha reso noti i numeri il 4 ottobre, aggiungendo che chi non possiede un visto di lavoro valido sarà rapidamente espulso. Manila ha vietato i POGO nel 2024 dopo che sono stati collegati a riciclaggio di denaro, rapimenti e frodi informatiche. Tuttavia, centinaia di aziende fantasma, molte delle quali servono scommettitori della Cina continentale, continuano a operare nel sud di Mindanao. Gli investigatori affermano che l’ultima retata ha rivelato segnali di lavoro forzato: i passaporti dei lavoratori erano trattenuti e i dormitori chiusi a chiave. I funzionari dell’ambasciata cinese hanno richiesto accesso consolare e ricordato ai propri connazionali che “i visti turistici non autorizzano l’impiego”. Per i datori di lavoro multinazionali, l’episodio rappresenta un ulteriore avvertimento: il personale inviato nelle Filippine, anche per brevi incarichi IT o finanziari, può diventare vittima collaterale delle operazioni anti-POGO se la documentazione non è impeccabile. I consulenti legali consigliano alle aziende di trasferire eventuali ruoli di supporto basati in Cina in zone di Business Process Outsourcing completamente autorizzate nella Metro Manila, dove lo status migratorio è più facile da verificare. La stretta potrebbe inoltre complicare i rapporti bilaterali in vista della riunione del Comitato Economico Congiunto prevista per novembre. I senatori filippini stanno preparando un disegno di legge che imporrebbe divieti di ingresso a vita per gli stranieri condannati per crimini informatici, misura che potrebbe limitare la mobilità dei legittimi specialisti tecnologici cinesi. Le aziende dovrebbero monitorare attentamente l’evoluzione normativa e rivedere i protocolli di due diligence sui fornitori.
Fonte: Channels Television
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