
I viaggiatori d'affari che attraversano le frontiere terrestri della Germania si sono svegliati questa mattina (4 ottobre 2026) con la conferma che i controlli a campione resteranno in vigore per almeno altri cinque mesi. Un aggiornamento notturno sul portale pubblico della Commissione Europea dedicato a Schengen indica che la misura tedesca è valida dal 16 settembre 2026 al 15 marzo 2027. Berlino giustifica la decisione con le “continue gravi minacce alla sicurezza pubblica e all’ordine derivanti dai livelli elevati di migrazione irregolare e dal traffico di migranti”, oltre alle pressioni sul sistema nazionale di asilo.
In pratica, l’estensione consente alla Polizia Federale di fermare auto, autobus e treni su tutti e nove i confini interni, inclusi i traffici intensi con Paesi Bassi, Polonia, Austria e Svizzera, e di effettuare controlli sull’immigrazione anche lontano dalla frontiera immediata. I vettori che trasportano passeggeri in Germania via treno o autobus a lunga percorrenza devono quindi mantenere attive le procedure di verifica di passaporti e visti. Il traffico Schengen negli aeroporti e nei porti marittimi resta invece invariato.
Per i responsabili della mobilità la raccomandazione principale è di prevedere tempi extra negli itinerari e assicurarsi che i dipendenti abbiano con sé documenti d’identità, visti o permessi di soggiorno validi anche per spostamenti all’interno dell’area Schengen. Le multinazionali che inviano regolarmente personale oltre i confini austriaci o polacchi per trasferte giornaliere segnalano ritardi fino a 30 minuti nelle ore di punta. Anche le aziende che utilizzano il trasporto su strada verso la Germania devono aspettarsi rallentamenti occasionali, con i camion indirizzati a aree di sosta per controlli documentali.
Le autorità tedesche sottolineano che i controlli sono selettivi, basati su informazioni di intelligence e proporzionati. Tuttavia, il Parlamento Europeo ha invitato gli Stati membri a eliminare gradualmente i controlli interni di lunga durata, privilegiando una cooperazione di polizia più efficace. Se Berlino vorrà prolungare la misura oltre marzo, dovrà fornire a Bruxelles una nuova valutazione del rischio. Con gli arrivi irregolari ancora elevati lungo le rotte dei Balcani occidentali e del Mediterraneo centrale, pochi si aspettano un rapido ritorno a frontiere completamente aperte.
In pratica, l’estensione consente alla Polizia Federale di fermare auto, autobus e treni su tutti e nove i confini interni, inclusi i traffici intensi con Paesi Bassi, Polonia, Austria e Svizzera, e di effettuare controlli sull’immigrazione anche lontano dalla frontiera immediata. I vettori che trasportano passeggeri in Germania via treno o autobus a lunga percorrenza devono quindi mantenere attive le procedure di verifica di passaporti e visti. Il traffico Schengen negli aeroporti e nei porti marittimi resta invece invariato.
Per i responsabili della mobilità la raccomandazione principale è di prevedere tempi extra negli itinerari e assicurarsi che i dipendenti abbiano con sé documenti d’identità, visti o permessi di soggiorno validi anche per spostamenti all’interno dell’area Schengen. Le multinazionali che inviano regolarmente personale oltre i confini austriaci o polacchi per trasferte giornaliere segnalano ritardi fino a 30 minuti nelle ore di punta. Anche le aziende che utilizzano il trasporto su strada verso la Germania devono aspettarsi rallentamenti occasionali, con i camion indirizzati a aree di sosta per controlli documentali.
Le autorità tedesche sottolineano che i controlli sono selettivi, basati su informazioni di intelligence e proporzionati. Tuttavia, il Parlamento Europeo ha invitato gli Stati membri a eliminare gradualmente i controlli interni di lunga durata, privilegiando una cooperazione di polizia più efficace. Se Berlino vorrà prolungare la misura oltre marzo, dovrà fornire a Bruxelles una nuova valutazione del rischio. Con gli arrivi irregolari ancora elevati lungo le rotte dei Balcani occidentali e del Mediterraneo centrale, pochi si aspettano un rapido ritorno a frontiere completamente aperte.
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