
Gli aeroporti più trafficati della Germania si preparano a code più lunghe dopo la scadenza silenziosa, il 6 settembre 2026, di una norma temporanea dell’UE che permetteva agli agenti di frontiera di saltare alcune fasi biometriche nel nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES). Questa misura di emergenza, prevista dal Regolamento 2025/1534, consentiva ai posti di frontiera di sospendere la raccolta di impronte digitali e immagini facciali per un massimo di sei ore quando le code diventavano ingestibili. Nonostante nove Paesi, Germania inclusa, avessero chiesto a Bruxelles di prorogare la deroga, la Commissione Europea non ha pubblicato alcuna estensione.
In pratica, gli aeroporti di Francoforte, Monaco e Düsseldorf avevano fatto ampio uso di questa misura durante il picco estivo per agevolare i passeggeri in transito. Lufthansa aveva avvertito a settembre che senza questa flessibilità “dozzine di collegamenti giornalieri” rischiavano di saltare. Fraport, gestore di Francoforte, aveva registrato tempi di attesa fino a 90 minuti anche con la scorciatoia ancora attiva.
Ora che la valvola di sicurezza è stata eliminata, la polizia federale deve applicare la registrazione biometrica completa a ogni viaggiatore non appartenente all’UE, allo Spazio Economico Europeo o alla Svizzera, aggiungendo circa 30-45 secondi a persona al primo ingresso, secondo test di settore. Il tempismo è scomodo: la pausa scolastica autunnale (2-18 ottobre) spinge il numero di passeggeri giornalieri a Francoforte oltre 200.000, mentre a Monaco si stanno ancora concludendo le partenze dall’Oktoberfest.
I viaggiatori d’affari diretti alle principali fiere tedesche — Expo Real a Monaco e Anuga a Colonia — sentiranno maggiormente l’impatto, dato che i collegamenti in arrivo sono stretti e lasciano poco margine per ritardi. La società di gestione rischi Anvil Group consiglia già ai clienti aziendali di prevedere un buffer minimo di 120 minuti tra l’atterraggio previsto e qualsiasi volo Schengen successivo.
A complicare la situazione, alcune segnalazioni indicano che in alcuni posti di frontiera europei i controlli vengono ancora alleggeriti nonostante la scadenza legale. Poiché l’applicazione è disomogenea, i viaggiatori non possono contare su scorciatoie; Francoforte e Monaco hanno comunicato alle compagnie aeree che nei loro modelli di staffing si assumerà la “piena conformità all’EES”.
L’app UE promessa per smartphone, “Travel to Europe”, che avrebbe permesso ai passeggeri di preregistrare i dati biometrici, è ancora in fase pilota e difficilmente sarà disponibile negli aeroporti tedeschi prima del 2027.
In sintesi: chi entra in Germania con un passaporto non UE deve aspettarsi code più lunghe, soprattutto se è la prima volta dall’entrata in vigore dell’EES. Si consiglia di conservare carte d’imbarco e prove di viaggio datate, nel caso in cui registrazioni incomplete sollevino dubbi durante rinnovi di visti o permessi di soggiorno. Le aziende che pianificano trasferimenti o incarichi a breve termine in Germania in questo trimestre dovrebbero prevedere tempi di transito maggiori e, se possibile, far passare il personale attraverso aeroporti meno congestionati.
In pratica, gli aeroporti di Francoforte, Monaco e Düsseldorf avevano fatto ampio uso di questa misura durante il picco estivo per agevolare i passeggeri in transito. Lufthansa aveva avvertito a settembre che senza questa flessibilità “dozzine di collegamenti giornalieri” rischiavano di saltare. Fraport, gestore di Francoforte, aveva registrato tempi di attesa fino a 90 minuti anche con la scorciatoia ancora attiva.
Ora che la valvola di sicurezza è stata eliminata, la polizia federale deve applicare la registrazione biometrica completa a ogni viaggiatore non appartenente all’UE, allo Spazio Economico Europeo o alla Svizzera, aggiungendo circa 30-45 secondi a persona al primo ingresso, secondo test di settore. Il tempismo è scomodo: la pausa scolastica autunnale (2-18 ottobre) spinge il numero di passeggeri giornalieri a Francoforte oltre 200.000, mentre a Monaco si stanno ancora concludendo le partenze dall’Oktoberfest.
I viaggiatori d’affari diretti alle principali fiere tedesche — Expo Real a Monaco e Anuga a Colonia — sentiranno maggiormente l’impatto, dato che i collegamenti in arrivo sono stretti e lasciano poco margine per ritardi. La società di gestione rischi Anvil Group consiglia già ai clienti aziendali di prevedere un buffer minimo di 120 minuti tra l’atterraggio previsto e qualsiasi volo Schengen successivo.
A complicare la situazione, alcune segnalazioni indicano che in alcuni posti di frontiera europei i controlli vengono ancora alleggeriti nonostante la scadenza legale. Poiché l’applicazione è disomogenea, i viaggiatori non possono contare su scorciatoie; Francoforte e Monaco hanno comunicato alle compagnie aeree che nei loro modelli di staffing si assumerà la “piena conformità all’EES”.
L’app UE promessa per smartphone, “Travel to Europe”, che avrebbe permesso ai passeggeri di preregistrare i dati biometrici, è ancora in fase pilota e difficilmente sarà disponibile negli aeroporti tedeschi prima del 2027.
In sintesi: chi entra in Germania con un passaporto non UE deve aspettarsi code più lunghe, soprattutto se è la prima volta dall’entrata in vigore dell’EES. Si consiglia di conservare carte d’imbarco e prove di viaggio datate, nel caso in cui registrazioni incomplete sollevino dubbi durante rinnovi di visti o permessi di soggiorno. Le aziende che pianificano trasferimenti o incarichi a breve termine in Germania in questo trimestre dovrebbero prevedere tempi di transito maggiori e, se possibile, far passare il personale attraverso aeroporti meno congestionati.
Fonte: The New German