
Nelle prime ore di domenica 4 ottobre 2026, oltre 350 agenti della Polizia Nazionale, supportati dalla Guardia Civil e da unità militari, hanno iniziato lo smantellamento del vasto insediamento informale che aveva occupato la spiaggia di Trampolín a Ceuta. Il campo ospitava più di 3.000 persone, per lo più migranti marocchini e subsahariani, entrati nell’exclave spagnola durante le massicce traversate del 30-31 luglio. Dopo settimane di negoziati con i leader comunitari e le organizzazioni umanitarie, il Ministero dell’Interno ha attivato quella che definisce “Operación Trampolín”, trasferendo i residenti al vicino posto di frontiera di Tarajal. A ogni migrante è stata offerta una scelta netta: registrarsi per il processo presso il Centro di Attenzione Temporanea agli Stranieri (CATE) e essere trasferito in strutture governative, oppure tornare volontariamente in Marocco senza registrazione formale. Le autorità insistono che l’operazione ha natura umanitaria. Le squadre di protezione civile hanno fornito cibo, triage medico e informazioni in sei lingue, mentre 120 volontari della Croce Rossa erano pronti ad intervenire. Tuttavia, la presenza di polizia antisommossa, motovedette navali a pattugliare la costa e un cordone di sicurezza militare hanno sottolineato la determinazione di Madrid a evitare un nuovo insediamento prolungato. Il ministro dell’Interno Ángel Víctor Torres, che guida il comando unico a Ceuta, ha fissato al 15 ottobre la scadenza per restituire la spiaggia alla fruizione pubblica. Per la comunità imprenditoriale spagnola, lo sgombero ha un’importanza che va ben oltre i 18,5 km² di Ceuta. L’ingresso massiccio di luglio ha infatti provocato la reintroduzione reciproca dei controlli Schengen con l’Italia e un aumento dei controlli passaporti sui traghetti attraverso lo Stretto di Gibilterra. Le aziende di logistica che movimentano merci tra Algeciras, Tangeri-Med e l’Europa continentale hanno dovuto affrontare nuova burocrazia e ritardi imprevedibili, costosi per le filiere just-in-time dell’industria automobilistica concentrate in Navarra e Catalogna. Lo sgombero del campo è quindi visto a Bruxelles e dai responsabili della mobilità aziendale come una condizione preliminare per la revoca di tali controlli di frontiera prima della loro scadenza, prevista per il 7 ottobre. Le ONG per i diritti umani temono che uno sgombero rapido possa spingere le persone più vulnerabili a intraprendere viaggi ancora più pericolosi. Diversi migranti hanno dichiarato ai giornalisti di voler tentare l’ingresso a Melilla o attraversamenti via mare verso le Isole Canarie piuttosto che tornare in Marocco a mani vuote. Il Ministero dell’Interno afferma che le nuove unità di asilo a Tarajal possono processare 300 domande al giorno, ma gli avvocati segnalano un arretrato di 98.000 ricorsi. Le aziende che inviano personale a Ceuta, in particolare nei settori dei call center e del gaming online, consigliano ai dipendenti di portare sempre con sé il permesso di soggiorno, dato l’intensificarsi dei controlli d’identità in città. A livello UE, l’operazione influenzerà il Consiglio Giustizia e Affari Interni della prossima settimana, dove saranno discussi i controlli temporanei alle frontiere, il meccanismo di ricollocamento e i finanziamenti per la gestione delle frontiere esterne spagnole. Se la dimostrazione di forza di domenica calmerà o alimenterà la pressione politica, determinerà la fluidità dei viaggi nell’area Schengen per il resto del 2026.
Fonte: Agencia EFE
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