
Parlando alla riunione dei ministri degli interni dell’UE a Lussemburgo il 1° ottobre, il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska ha esortato i colleghi a sostenere la Spagna con “solidarietà operativa, finanziaria e politica” in future emergenze migratorie, come l’arrivo massiccio di cittadini di paesi terzi a Ceuta alla fine di luglio. Marlaska ha sottolineato che nessuno dei migliaia di ingressi nell’enclave spagnola si è spostato verso altri Stati membri, sostenendo che la gestione delle frontiere spagnola protegge l’intera area Schengen. Il ministro ha colto l’occasione del dibattito sullo stato di Schengen per ricordare ai partner che il codice consente già sospensioni mirate della libera circolazione, ma ha insistito sul fatto che tali misure devono rimanere eccezionali e proporzionate. L’Italia ha reintrodotto i controlli sui viaggiatori provenienti dalla Spagna dal 1° agosto, e la Spagna ha risposto allo stesso modo, creando tensioni all’interno di Schengen. Le dichiarazioni di Marlaska sono state ampiamente interpretate come un tentativo di raccogliere sostegno nelle prossime discussioni sulla condivisione degli oneri e sull’assegnazione di fondi UE aggiuntivi per le operazioni di frontiera nei territori nordafricani spagnoli. Per le imprese, l’episodio rappresenta un avvertimento: i controlli alle frontiere ad hoc possono tornare con poco preavviso, interrompendo le catene di approvvigionamento e la mobilità dei dipendenti. Le aziende che spostano personale attraverso Ceuta, Melilla o le rotte aeree e marittime tra Spagna e Italia dovrebbero prevedere tempi extra nei programmi di viaggio e monitorare in tempo reale le comunicazioni della Commissione. I team di gestione dei viaggi sono inoltre invitati a conservare documentazione che dimostri l’essenzialità dei lavoratori, nel caso vengano introdotti controlli documentali aggiuntivi a breve termine. Più in generale, la spinta della Spagna per la solidarietà potrebbe influenzare l’attuazione del prossimo Patto UE su Migrazione e Asilo. Se Madrid otterrà maggiori finanziamenti europei, i datori di lavoro potrebbero beneficiare di una più rapida gestione delle domande di permesso di lavoro alle frontiere africane spagnole e di una riduzione degli arretrati che ostacolano i trasferimenti intra-aziendali. Al contrario, un mancato sostegno potrebbe portare la Spagna a mantenere controlli interni più severi, prolungando gli attuali disagi per i viaggiatori d’affari.
Fonte: El País
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