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Il Ministro dell'Interno spagnolo sollecita l'UE a mostrare solidarietà finanziaria e politica dopo la crisi al confine di Ceuta

ott 1, 2026
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Il Ministro dell'Interno spagnolo sollecita l'UE a mostrare solidarietà finanziaria e politica dopo la crisi al confine di Ceuta
Parlando ai suoi omologhi dell’UE al Consiglio Giustizia-Affari Interni a Lussemburgo il 1° ottobre, il Ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha offerto una valutazione sorprendentemente netta su come il blocco ha gestito la massiccia ondata di 70-80.000 migranti entrati nella città nordafricana spagnola di Ceuta durante l’estate. Secondo Grande-Marlaska, nessun migrante proveniente dall’impennata del 30-31 luglio ha raggiunto un altro Stato membro, eppure 22 governi hanno criticato rapidamente Madrid offrendo scarsi aiuti operativi. Il ministro ha sfruttato il dibattito sul “lo stato di Schengen” per chiedere quella che ha definito “solidarietà operativa, finanziaria e politica”. Ha ricordato ai colleghi che la Spagna ha registrato il secondo numero più alto di decisioni di rimpatrio nell’UE dal 2021 ed è già in fase di sperimentazione con la cattura biometrica al 100% tramite EES nei principali aeroporti. Gli arrivi irregolari in Spagna sono diminuiti complessivamente del 46%—e del 74% sulla rotta delle Canarie—grazie a una cooperazione rafforzata con Marocco e paesi dell’Africa occidentale. Grande-Marlaska ha inoltre contestato la decisione dell’Italia di mantenere i controlli alle frontiere per gli arrivi dalla Spagna, sostenendo che il Codice delle Frontiere Schengen consente sospensioni temporanee solo se strettamente necessarie. Le sue osservazioni sono arrivate mentre Madrid stessa continua i controlli reciproci su voli e traghetti dall’Italia almeno fino all’8 ottobre. Il Commissario UE per gli Affari Interni Magnus Brunner ha riconosciuto che le regole permettono tali misure, ma ha lasciato intendere che la Commissione ne sta monitorando la proporzionalità. Per i responsabili della mobilità, l’intervento segnala che la Spagna farà pressione per un cofinanziamento UE dei centri di accoglienza, procedure di rimpatrio più rapide e un meccanismo comune di emergenza—cambiamenti che potrebbero ridurre i controlli di frontiera ad hoc che disturbano i viaggi aziendali. Le imprese che spostano personale attraverso hub spagnoli devono comunque aspettarsi controlli a campione, soprattutto su itinerari che coinvolgono l’Italia, finché la tensione politica non si attenuerà. A medio termine, l’insistenza della Spagna sulla condivisione degli oneri potrebbe influenzare il testo finale del Nuovo Patto su Migrazione e Asilo, incidendo sulle priorità di rilascio dei visti, sulle sanzioni ai vettori e sui progetti digitali di frontiera come il Sistema di Entrata/Uscita (EES) e ETIAS. Le aziende con un’ampia popolazione di assegnati in Spagna dovrebbero seguire da vicino queste trattative, poiché le decisioni di finanziamento determineranno la rapidità con cui Schengen tornerà a una circolazione senza attriti dopo lo shock estivo.
Fonte: El País / Spanish Interior Ministry

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