
La Commissione Europea è intervenuta rapidamente il 1° ottobre per chiarire i dubbi legali sui controlli di frontiera reciproci imposti da Italia e Spagna a metà agosto e successivamente rinnovati. Il Commissario per gli Affari Interni, Magnus Brunner, ha dichiarato ai giornalisti a Lussemburgo che sia i controlli sui passeggeri in arrivo dalla Spagna effettuati dall’Italia, sia le verifiche reciproche di Madrid sui viaggiatori provenienti dall’Italia, sono “pienamente conformi” agli articoli 25-28 del Codice delle Frontiere Schengen, a condizione che siano proporzionati e limitati nel tempo. L’Italia ha reintrodotto i controlli il 2 agosto, citando rischi per l’ordine pubblico legati all’afflusso da Ceuta. La Spagna ha risposto il giorno successivo con misure speculari. Le associazioni di viaggi d’affari hanno lamentato che l’azione non coordinata ha creato ingorghi a Milano, Roma, Madrid e Barcellona, dove i tempi medi di controllo passaporti sono aumentati da 3-5 minuti a 15-20 minuti nelle ore di punta. La dichiarazione di Brunner offre una copertura legale per le ultime proroghe di 15 giorni annunciate il 30 settembre, ma ha avvertito che ogni ulteriore estensione oltre i tre mesi richiederà giustificazioni aggiuntive. La Commissione ha chiesto a entrambi gli Stati di presentare rapporti settimanali sull’impatto e di proporre strumenti alternativi di gestione del rischio — come pattugliamenti mirati della polizia — entro il 15 ottobre. Per i responsabili della mobilità questa precisazione elimina l’incertezza immediata sulla legalità dei controlli, ma i viaggiatori devono aspettarsi controlli più rigorosi alle frontiere aeree e marittime italiane e spagnole almeno fino a metà ottobre. Le aziende che spostano personale tra i due Paesi sono invitate a portare con sé la prova di alloggio e del viaggio di ritorno per velocizzare le procedure. L’episodio dimostra anche quanto rapidamente l’area Schengen possa frammentarsi in risposta a preoccupazioni di sicurezza nazionale, un fattore che i programmi di mobilità globale devono ora integrare nelle loro valutazioni del rischio di viaggio.
Fonte: EuroEFE
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