
Il Ministero degli Esteri tedesco ha rinnovato l’allerta di viaggio per la Libia, aggiornando le raccomandazioni di sicurezza a causa del peggioramento della situazione delle milizie intorno a Tripoli e Zawiya. L’avviso, datato 5 ottobre 2026, sottolinea il rischio di chiusure improvvise degli aeroporti, rapimenti di lavoratori stranieri e blackout elettrici intermittenti che possono compromettere le comunicazioni.
Alle aziende tedesche con contratti di manutenzione nei giacimenti petroliferi o programmi ONG nel sud del paese si consiglia di predisporre due piani di evacuazione indipendenti: uno via terra attraverso il valico di frontiera di Tunisi/Ras Ajdir e un altro tramite voli charter attivabili con 24 ore di preavviso. Il Ministero raccomanda inoltre di registrare tutto il personale nella lista di crisi ELEFAND e di dotarsi di telefoni satellitari, dato che le reti mobili spesso collassano durante gli scontri tra milizie.
I broker assicurativi segnalano che la maggior parte delle polizze viaggio aziendali standard esclude la Libia per clausole di “rischio bellico”. Si consiglia quindi di stipulare coperture specifiche per rapimenti e riscatti e di affidarsi a fornitori di sicurezza sul campo certificati ISO 18788.
Il rilascio dei visti è ancora possibile tramite l’ambasciata libica a Berlino, ma il processo è lento; le Camere di Commercio suggeriscono di fare domanda con almeno quattro settimane di anticipo e di verificare che le lettere di invito siano timbrate dalla direzione sicurezza competente.
Il mancato rispetto delle nuove indicazioni può esporre i manager a responsabilità legali secondo la giurisprudenza tedesca sul dovere di diligenza (sentenza della Corte d’Appello Superiore di Stoccarda, marzo 2025). Gli esperti legali raccomandano di documentare le valutazioni dei rischi e i briefing ai dipendenti prima della partenza.
Non essendoci una soluzione politica all’orizzonte, le missioni in Libia devono essere considerate eccezionali e sottoposte all’approvazione del top management. Modelli di supporto remoto o rotazioni via Tunisia potrebbero risultare più sicuri ed economici fino a un miglioramento delle condizioni.
Alle aziende tedesche con contratti di manutenzione nei giacimenti petroliferi o programmi ONG nel sud del paese si consiglia di predisporre due piani di evacuazione indipendenti: uno via terra attraverso il valico di frontiera di Tunisi/Ras Ajdir e un altro tramite voli charter attivabili con 24 ore di preavviso. Il Ministero raccomanda inoltre di registrare tutto il personale nella lista di crisi ELEFAND e di dotarsi di telefoni satellitari, dato che le reti mobili spesso collassano durante gli scontri tra milizie.
I broker assicurativi segnalano che la maggior parte delle polizze viaggio aziendali standard esclude la Libia per clausole di “rischio bellico”. Si consiglia quindi di stipulare coperture specifiche per rapimenti e riscatti e di affidarsi a fornitori di sicurezza sul campo certificati ISO 18788.
Il rilascio dei visti è ancora possibile tramite l’ambasciata libica a Berlino, ma il processo è lento; le Camere di Commercio suggeriscono di fare domanda con almeno quattro settimane di anticipo e di verificare che le lettere di invito siano timbrate dalla direzione sicurezza competente.
Il mancato rispetto delle nuove indicazioni può esporre i manager a responsabilità legali secondo la giurisprudenza tedesca sul dovere di diligenza (sentenza della Corte d’Appello Superiore di Stoccarda, marzo 2025). Gli esperti legali raccomandano di documentare le valutazioni dei rischi e i briefing ai dipendenti prima della partenza.
Non essendoci una soluzione politica all’orizzonte, le missioni in Libia devono essere considerate eccezionali e sottoposte all’approvazione del top management. Modelli di supporto remoto o rotazioni via Tunisia potrebbero risultare più sicuri ed economici fino a un miglioramento delle condizioni.
Fonte: Auswärtiges Amt
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