
Il Quartier Generale della Polizia Federale (Bundespolizeipräsidium) di Potsdam ha pubblicato questa mattina le statistiche mensili di settembre 2026. Secondo i dati, gli agenti hanno registrato 5.770 ingressi non autorizzati alle frontiere terrestri, aeree e marittime della Germania, in calo rispetto agli 8.030 di agosto. Il calo più significativo si è registrato al confine orientale con la Polonia (-39%), seguito dai confini con Repubblica Ceca e Austria. Berlino attribuisce il miglioramento ai controlli temporanei alle frontiere interne, reintrodotti il 16 settembre 2024 e prorogati ogni sei mesi da allora. I controlli sono ora effettuati su tutti e nove i confini interni, oltre che sulle principali rotte ferroviarie internazionali.
I responsabili della mobilità aziendale avevano inizialmente criticato la misura per il rallentamento dei pendolari transfrontalieri e del traffico nelle catene di approvvigionamento, ma il Ministero dell’Interno sostiene che i tempi di controllo si sono stabilizzati sotto i due minuti per veicolo grazie all’introduzione di varchi elettronici aggiuntivi e a un incremento del personale. Dal punto di vista della conformità, queste statistiche sono importanti perché influenzano i controlli basati sul rischio negli aeroporti e orientano le priorità del Ministero degli Esteri nella concessione dei visti. Il minor flusso di ingressi allevia la pressione sul sistema di asilo tedesco e potrebbe accelerare la disponibilità di appuntamenti per i visti per lavoratori qualificati nei consolati vicini.
Le aziende che inviano regolarmente tecnici oltre il confine polacco o ceco sono comunque invitate a prevedere un extra di 20-30 minuti per il viaggio e a portare con sé passaporti originali e lettere di incarico. Il rapporto segnala inoltre che la Germania rinnoverà quasi certamente i controlli alle frontiere a metà marzo 2027. La normativa UE consente tali controlli interni solo come ultima risorsa; la Commissione sta valutando la proporzionalità della misura, ma una procedura d’infrazione formale appare improbabile finché i numeri migratori restano un tema politicamente sensibile.
Le imprese devono quindi prepararsi a un altro anno di controlli d’identità sul posto, in particolare per i lavoratori distaccati che guidano veicoli commerciali. In termini pratici, i team HR dovrebbero aggiornare le politiche di viaggio per ricordare ai dipendenti che le carte d’identità nazionali non sono sufficienti per i cittadini di paesi terzi in transito in area Schengen in auto. Le società di noleggio auto stanno già offrendo kit documentali da portare in auto, che includono registrazione del veicolo, certificati A1 e notifiche di distacco UE, per ridurre i ritardi durante i controlli.
I responsabili della mobilità aziendale avevano inizialmente criticato la misura per il rallentamento dei pendolari transfrontalieri e del traffico nelle catene di approvvigionamento, ma il Ministero dell’Interno sostiene che i tempi di controllo si sono stabilizzati sotto i due minuti per veicolo grazie all’introduzione di varchi elettronici aggiuntivi e a un incremento del personale. Dal punto di vista della conformità, queste statistiche sono importanti perché influenzano i controlli basati sul rischio negli aeroporti e orientano le priorità del Ministero degli Esteri nella concessione dei visti. Il minor flusso di ingressi allevia la pressione sul sistema di asilo tedesco e potrebbe accelerare la disponibilità di appuntamenti per i visti per lavoratori qualificati nei consolati vicini.
Le aziende che inviano regolarmente tecnici oltre il confine polacco o ceco sono comunque invitate a prevedere un extra di 20-30 minuti per il viaggio e a portare con sé passaporti originali e lettere di incarico. Il rapporto segnala inoltre che la Germania rinnoverà quasi certamente i controlli alle frontiere a metà marzo 2027. La normativa UE consente tali controlli interni solo come ultima risorsa; la Commissione sta valutando la proporzionalità della misura, ma una procedura d’infrazione formale appare improbabile finché i numeri migratori restano un tema politicamente sensibile.
Le imprese devono quindi prepararsi a un altro anno di controlli d’identità sul posto, in particolare per i lavoratori distaccati che guidano veicoli commerciali. In termini pratici, i team HR dovrebbero aggiornare le politiche di viaggio per ricordare ai dipendenti che le carte d’identità nazionali non sono sufficienti per i cittadini di paesi terzi in transito in area Schengen in auto. Le società di noleggio auto stanno già offrendo kit documentali da portare in auto, che includono registrazione del veicolo, certificati A1 e notifiche di distacco UE, per ridurre i ritardi durante i controlli.
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