
La settimana d’oro di sette giorni per la Festa Nazionale è da tempo il periodo di viaggio interno più intenso in Cina, ma quest’anno è diventata anche un indicatore chiave della rinnovata mobilità internazionale del Paese. Secondo i dati diffusi il 7 ottobre dall’Amministrazione Nazionale per l’Immigrazione e riportati da Xinhua, il traffico in entrata e in uscita durante il recente Festival di metà autunno è aumentato del 16,8% su base annua, con un incremento di quasi il 38% nel numero di visitatori stranieri. Fondamentale è che oltre un terzo di questi arrivi stranieri è avvenuto con qualche forma di esenzione dal visto, grazie al programma progressivo di esenzioni unilaterali e reciproche di Pechino e al regime recentemente esteso di transito senza visto fino a 240 ore. Le compagnie aeree stanno reagendo rapidamente: China Southern ha registrato un tasso di occupazione superiore al 90% sulla tratta Melbourne-Pechino durante le festività, mentre nuovi voli diretti come Pechino-Zagabria e i segmenti internazionali collegati alla ferrovia Cina-Laos mostrano prenotazioni solide. Agenzie di viaggio in Croazia e Brasile hanno riferito ai media che gli arrivi cinesi sono già tornati, o in alcuni casi superati, i livelli pre-pandemia, agevolati da opzioni di pagamento e-visa più semplici e dalla rapida diffusione dell’accettazione di UnionPay QR all’estero. Dal lato cinese, la domanda outbound è altrettanto vivace: gli operatori di tour organizzati segnalano che Europa, Sud America e Australia sono le destinazioni a lungo raggio che si stanno riprendendo più rapidamente, grazie ai soggiorni senza visto di 30 giorni ora disponibili per 50 Paesi. I media statali evidenziano esempi come turisti cinesi che attraversano il confine in treno dal valico di Mohan nello Yunnan verso il Laos, o che esplorano luoghi letterari nel Regno Unito. Gli analisti sottolineano come la varietà delle destinazioni rifletta un cambiamento decisivo dal turismo “mordi e fuggi” a un viaggio orientato all’esperienza. I decisori politici vedono nella mobilità un volano di crescita: dal 2025 Pechino ha aggiunto o esteso esenzioni dal visto per oltre 30 nazioni e ha replicato le procedure di “transito diretto” di 24 ore in altri dieci aeroporti internazionali. Le autorità per l’immigrazione attribuiscono a queste misure 23,7 milioni di arrivi senza visto nei primi otto mesi del 2026, con un aumento del 26,8% su base annua, e annunciano ulteriori digitalizzazioni delle carte d’ingresso e delle registrazioni alberghiere previste per il 2027. Per le aziende il messaggio è chiaro: viaggiare da, per e all’interno della Cina si sta normalizzando più rapidamente di quanto molti avessero previsto all’inizio dell’anno. Le imprese che inviano dirigenti o team di progetto dovrebbero rivedere i budget di viaggio e assicurarsi che il personale conosca le nuove liste di esenzione dal visto, le regole di transito di 240 ore e la registrazione elettronica agli aeroporti. Le organizzazioni di marketing delle destinazioni, invece, hanno una finestra ristretta per catturare la domanda outbound cinese prima che l’Expo Mondiale 2027 a Shanghai faccia salire i prezzi.
Fonte: Xinhua News Agency