
I dati aggiornati della NIA, pubblicati insieme alle cifre della Golden Week, offrono la prova più chiara finora che il programma cinese di ingresso senza visto sta trasformando la mobilità in entrata. Da gennaio ad agosto 2026, 23,72 milioni di viaggiatori stranieri sono entrati in Cina senza visto, con un aumento del 26,8% rispetto all’anno precedente, rappresentando quasi quattro quinti di tutti gli arrivi stranieri. Il programma è iniziato a dicembre 2023 come esenzione di 15 giorni per sei paesi europei e asiatici, ma si è rapidamente esteso a 50 nazioni su cinque continenti, tra cui Australia, Arabia Saudita e, più recentemente, Svezia.
Parallelamente, la politica cinese di transito senza visto di 240 ore copre ora 57 paesi e 65 porti d’ingresso, offrendo alle multinazionali maggiore flessibilità nelle rotte. Le piattaforme del settore turistico segnalano che i mercati più beneficiati sono Germania, Malesia e Regno Unito, tutti con incrementi a doppia cifra nelle prenotazioni verso la Cina da luglio. Su Ctrip, le ricerche per “business class per Shanghai” dai paesi esenti da visto sono aumentate del 38% a settembre rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Per le aziende, l’espansione significa tempi più brevi per l’invio di team di progetto e dirigenti. La multinazionale tecnologica ABB ha dichiarato a Xinhua di aver ridotto la mobilitazione dei progetti a Shenzhen da tre settimane a sei giorni, grazie al fatto che gli ingegneri di Milano possono ora entrare senza documenti. Tuttavia, i dipartimenti HR devono considerare che gli ingressi senza visto richiedono la registrazione della residenza entro 24 ore e non possono essere convertiti in permessi di lavoro in loco; per la conversione è necessario uscire e rientrare con il visto Z appropriato.
Gli osservatori prevedono che Pechino valuterà eventuali contromosse reciproche da parte dei paesi partner prima di decidere se rendere permanenti le esenzioni oltre il 31 dicembre 2026. Le aziende sono invitate a monitorare l’idoneità dei singoli passaporti e i limiti di permanenza, che variano tra i diversi regimi unilaterali e bilaterali.
Parallelamente, la politica cinese di transito senza visto di 240 ore copre ora 57 paesi e 65 porti d’ingresso, offrendo alle multinazionali maggiore flessibilità nelle rotte. Le piattaforme del settore turistico segnalano che i mercati più beneficiati sono Germania, Malesia e Regno Unito, tutti con incrementi a doppia cifra nelle prenotazioni verso la Cina da luglio. Su Ctrip, le ricerche per “business class per Shanghai” dai paesi esenti da visto sono aumentate del 38% a settembre rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Per le aziende, l’espansione significa tempi più brevi per l’invio di team di progetto e dirigenti. La multinazionale tecnologica ABB ha dichiarato a Xinhua di aver ridotto la mobilitazione dei progetti a Shenzhen da tre settimane a sei giorni, grazie al fatto che gli ingegneri di Milano possono ora entrare senza documenti. Tuttavia, i dipartimenti HR devono considerare che gli ingressi senza visto richiedono la registrazione della residenza entro 24 ore e non possono essere convertiti in permessi di lavoro in loco; per la conversione è necessario uscire e rientrare con il visto Z appropriato.
Gli osservatori prevedono che Pechino valuterà eventuali contromosse reciproche da parte dei paesi partner prima di decidere se rendere permanenti le esenzioni oltre il 31 dicembre 2026. Le aziende sono invitate a monitorare l’idoneità dei singoli passaporti e i limiti di permanenza, che variano tra i diversi regimi unilaterali e bilaterali.
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