
Più funzionari dell’UE hanno confermato l’11 ottobre che la Commissione Europea presenterà a gennaio 2027 una proposta per inasprire il rilascio dei visti Schengen ai cittadini russi, a seguito delle pressioni di Polonia, Svezia ed Estonia. Secondo note informative viste dai giornalisti di Ukrainska Pravda, le misure potrebbero vietare ai ex combattenti di ottenere visti turistici e limitare la circolazione dei diplomatici russi accreditati tra gli Stati membri. Varsavia guida il fronte più duro dal 2022, sostenendo che turisti russi ed ex soldati rappresentano rischi di spionaggio e sabotaggio. Il Ministero degli Esteri polacco afferma che quasi il 60% delle domande di visto russe presentate a Varsavia nel 2026 riguardavano viaggi turistici con ingressi multipli, categoria che la Polonia vuole bloccare completamente a Bruxelles. Se adottate, le nuove regole sostituiranno l’attuale screening consolare ad hoc con un regolamento vincolante dell’UE, rendendo più difficile per gli Stati più permissivi continuare a rilasciare un gran numero di visti. Per i team di mobilità internazionale, il cambiamento inasprirà un contesto già restrittivo: i lavoratori russi destinati alla Polonia – o in transito verso altri Paesi UE – potrebbero affrontare tempi di elaborazione più lunghi, documentazione aggiuntiva (inclusa la prova di assenza di servizio militare dopo il 2014) e tassi di rifiuto più elevati. Le aziende dovrebbero iniziare a rivedere i propri flussi di talenti russi ed esplorare alternative di lavoro a distanza o assunzioni in Paesi terzi. I diplomatici UE discuteranno la prima bozza durante il Consiglio Affari Esteri del 12 ottobre, ma fonti interne ammettono che un’approvazione unanime è improbabile prima della metà del 2027. Tuttavia, il successo della Polonia nel portare la questione all’attenzione legislativa segnala un consenso duro e duraturo nell’Europa centrale e settentrionale che continuerà a influenzare le politiche di ingresso nello spazio Schengen.
Fonte: Ukrainska Pravda (English)