
Il Ministero degli Affari Esteri finlandese ha confermato pubblicamente il 12 ottobre di voler ottenere un divieto totale dell’UE sui visti turistici per i cittadini russi. In un comunicato pomeridiano, la Ministra degli Esteri Elina Valtonen ha dichiarato che «un divieto uniforme e legalmente vincolante sui visti per motivi di svago è il modo più efficace per chiudere le falle che attualmente permettono a individui sanzionati e sostenitori del regime di ottenere permessi di ingresso in altri Stati membri». Valtonen ha sottolineato che quasi tutti i valichi terrestri con la Russia restano chiusi, ma ha osservato che i turisti russi continuano a raggiungere la Finlandia e altri Paesi Schengen via aerea attraverso nazioni terze. Ha sostenuto che politiche nazionali incoerenti minano la sicurezza e creano oneri amministrativi per le guardie di frontiera e i consolati, chiedendo invece una proposta della Commissione che codifichi il divieto direttamente nel Codice dei Visti dell’UE. La dichiarazione allinea fermamente la Finlandia agli Stati baltici e alla Polonia, che da tempo chiedono sanzioni più severe sulla mobilità verso Mosca. Rendendo pubblica la posizione nel primo giorno del Consiglio Affari Esteri, Helsinki ha aumentato la pressione sui Paesi più esitanti in vista delle deliberazioni formali della Commissione previste per l’inizio del 2027. Per gli operatori della mobilità, la mossa segnala un ulteriore inasprimento delle condizioni di ingresso per i cittadini russi. Hotel, rivenditori e tour operator finlandesi — che hanno già perso la maggior parte della clientela russa dopo il 2022 — devono prepararsi a un’ulteriore diminuzione della domanda. Al contrario, i team di compliance delle multinazionali dovrebbero prepararsi a controlli più rigorosi nella due diligence per il trasferimento o l’ospitalità di dipendenti russi, anche per motivi di lavoro, in un clima politico sempre più rigido. Valtonen ha concluso affermando che «l’aggressione russa continua deve avere un costo che ricada non solo sulla leadership, ma sull’intera società». Le sue parole chiariscono che i privilegi di viaggio sono ora una leva chiave nella strategia di sicurezza più ampia della Finlandia.