
La Finlandia ha intensificato drasticamente la sua campagna per isolare la Russia dai viaggi europei, con il Primo Ministro Petteri Orpo e la Ministra degli Esteri Elina Valtonen che, durante gli incontri dell’UE di lunedì, hanno chiesto di sospendere immediatamente il rilascio dei visti turistici Schengen ai cittadini russi. In un’intervista al broadcaster finlandese Yle, Orpo ha annunciato che presenterà la proposta al Consiglio Europeo della prossima settimana a Bruxelles, sostenendo che la libera circolazione rappresenta “rischi di sicurezza inaccettabili” in un momento in cui le autorità europee sospettano operazioni di sabotaggio russe in tutto il continente.
Una lettera trapelata, datata 12 ottobre e visionata dal Kyiv Independent, mostra Valtonen che illustra un piano in cinque punti: (1) cessare il rilascio di visti Schengen per viaggi non essenziali dei russi; (2) rendere vincolante a livello UE il divieto di visto per il circolo del Presidente Vladimir Putin; (3) negare i visti ad atleti e delegazioni sportive legate allo Stato russo; (4) escludere ex combattenti delle forze armate russe; (5) modificare il Codice dei Visti UE per permettere a Bruxelles di imporre rapidamente restrizioni generali a cittadini di paesi terzi ostili.
La Finlandia ha già interrotto la maggior parte dei visti turistici russi nel 2022, ma le autorità segnalano che le falle nelle normative di altri Stati membri consentono a decine di migliaia di russi di entrare ogni mese nell’UE via aerea o terrestre. La posizione ferma di Helsinki è motivata da ragioni politiche interne e geografiche. Dall’invasione su larga scala dell’Ucraina, l’opinione pubblica finlandese — ora il più recente membro della NATO — è diventata fortemente scettica nei confronti degli spostamenti transfrontalieri russi. Il confine terrestre, chiuso quasi completamente al traffico passeggeri da dicembre 2023, ha visto ripetuti tentativi di migranti presumibilmente indirizzati da Mosca per entrare irregolarmente nell’UE.
Le autorità temono che il turismo senza visto possa coprire attività di spionaggio, elusione delle sanzioni economiche e sabotaggio di infrastrutture critiche come cavi dati e gasdotti nel Mar Baltico. Se adottata, la proposta finlandese rappresenterebbe la prima restrizione di viaggio a livello UE rivolta specificamente ai turisti russi comuni, e non solo agli individui sanzionati. I diplomatici riferiscono che diversi governi dell’Europa centrale e orientale sostengono l’idea, mentre potenze come Francia, Germania, Italia e Spagna hanno finora resistito a divieti generali, citando ostacoli legali e l’importanza di mantenere i contatti tra i popoli.
Valtonen ha indicato che la Finlandia potrebbe accettare un compromesso che preveda visti “territorialmente limitati”, confinando i visitatori russi a un solo Stato membro, ma solo come soluzione temporanea in attesa di una sospensione totale. Per i responsabili della mobilità globale, la misura avrebbe conseguenze immediate: dipendenti, clienti o assegnati russi che pianificano viaggi d’affari, formazione o conferenze in Europa potrebbero vedere le loro domande respinte o limitate a motivi umanitari. Le aziende dovrebbero rivedere i piani di emergenza per il trasferimento di personale critico tramite hub in paesi terzi, monitorare gli sviluppi nelle politiche sanzionatorie UE e rivalutare i rischi per progetti transfrontalieri che coinvolgono cittadini russi.
Nel frattempo, le autorità di frontiera finlandesi si preparano a controlli più rigorosi su eventuali flussi residui e consigliano ai viaggiatori di tutte le nazionalità di aspettarsi tempi di attesa più lunghi negli aeroporti e nei porti marittimi qualora l’UE approvasse il piano di Helsinki.
Una lettera trapelata, datata 12 ottobre e visionata dal Kyiv Independent, mostra Valtonen che illustra un piano in cinque punti: (1) cessare il rilascio di visti Schengen per viaggi non essenziali dei russi; (2) rendere vincolante a livello UE il divieto di visto per il circolo del Presidente Vladimir Putin; (3) negare i visti ad atleti e delegazioni sportive legate allo Stato russo; (4) escludere ex combattenti delle forze armate russe; (5) modificare il Codice dei Visti UE per permettere a Bruxelles di imporre rapidamente restrizioni generali a cittadini di paesi terzi ostili.
La Finlandia ha già interrotto la maggior parte dei visti turistici russi nel 2022, ma le autorità segnalano che le falle nelle normative di altri Stati membri consentono a decine di migliaia di russi di entrare ogni mese nell’UE via aerea o terrestre. La posizione ferma di Helsinki è motivata da ragioni politiche interne e geografiche. Dall’invasione su larga scala dell’Ucraina, l’opinione pubblica finlandese — ora il più recente membro della NATO — è diventata fortemente scettica nei confronti degli spostamenti transfrontalieri russi. Il confine terrestre, chiuso quasi completamente al traffico passeggeri da dicembre 2023, ha visto ripetuti tentativi di migranti presumibilmente indirizzati da Mosca per entrare irregolarmente nell’UE.
Le autorità temono che il turismo senza visto possa coprire attività di spionaggio, elusione delle sanzioni economiche e sabotaggio di infrastrutture critiche come cavi dati e gasdotti nel Mar Baltico. Se adottata, la proposta finlandese rappresenterebbe la prima restrizione di viaggio a livello UE rivolta specificamente ai turisti russi comuni, e non solo agli individui sanzionati. I diplomatici riferiscono che diversi governi dell’Europa centrale e orientale sostengono l’idea, mentre potenze come Francia, Germania, Italia e Spagna hanno finora resistito a divieti generali, citando ostacoli legali e l’importanza di mantenere i contatti tra i popoli.
Valtonen ha indicato che la Finlandia potrebbe accettare un compromesso che preveda visti “territorialmente limitati”, confinando i visitatori russi a un solo Stato membro, ma solo come soluzione temporanea in attesa di una sospensione totale. Per i responsabili della mobilità globale, la misura avrebbe conseguenze immediate: dipendenti, clienti o assegnati russi che pianificano viaggi d’affari, formazione o conferenze in Europa potrebbero vedere le loro domande respinte o limitate a motivi umanitari. Le aziende dovrebbero rivedere i piani di emergenza per il trasferimento di personale critico tramite hub in paesi terzi, monitorare gli sviluppi nelle politiche sanzionatorie UE e rivalutare i rischi per progetti transfrontalieri che coinvolgono cittadini russi.
Nel frattempo, le autorità di frontiera finlandesi si preparano a controlli più rigorosi su eventuali flussi residui e consigliano ai viaggiatori di tutte le nazionalità di aspettarsi tempi di attesa più lunghi negli aeroporti e nei porti marittimi qualora l’UE approvasse il piano di Helsinki.
Fonte: Kyiv Independent / UATV