
La Direzione Generale per la Migrazione e gli Affari Interni ha aggiornato discretamente il suo cruscotto online delle notifiche di controllo alle frontiere Schengen il 12 ottobre, confermando che la Francia ha presentato un’ulteriore proroga di sei mesi. Secondo l’avviso, la Francia manterrà i controlli a tutte le frontiere terrestri, marittime e aeree con Belgio, Germania, Lussemburgo, Svizzera, Spagna e Italia dal 1° novembre 2026 al 30 aprile 2027. Parigi giustifica la decisione con “persistenti minacce jihadiste, un aumento degli attacchi antisemiti e reti di traffico di migranti” come principali motivi di sicurezza.
L’annuncio significa che la Francia manterrà i controlli interni temporanei per un periodo ininterrotto di otto anni e mezzo, a partire dagli attentati terroristici del novembre 2015. Sebbene il Codice delle Frontiere Schengen definisca tali controlli come uno strumento di ultima istanza, limitato a due anni, i governi francesi successivi hanno fatto ricorso a proroghe successive basate sull’Articolo 25a, mettendo alla prova la flessibilità legale del regime. L’ultima opinione di Bruxelles accetta l’argomento di proporzionalità ma invita nuovamente la Francia a ridurre sia l’estensione geografica sia la durata.
Per i pendolari transfrontalieri e i viaggiatori d’affari, l’impatto pratico resta contenuto: i controlli d’identità ai principali valichi stradali sono per lo più casuali, ma gli operatori logistici segnalano ancora variazioni nei tempi di percorrenza fino a 30 minuti nei corridoi di Ventimiglia e La Junquera. I passeggeri di Eurostar e Thalys devono sottoporsi a controlli di sicurezza prima della partenza, mentre gli operatori dell’aviazione privata devono presentare i manifesti passeggeri con 24 ore di anticipo.
Le aziende che gestiscono navette stradali ad alta frequenza o consegne urgenti dovrebbero rivedere i margini di sicurezza prima del cambio previsto per il 1° novembre e informare gli autisti di portare con sé prova di impiego e lettere di incarico insieme al passaporto. I responsabili della mobilità devono inoltre considerare che la proroga coincide con il Paris Peace Forum (10-11 novembre) e il periodo intenso dei viaggi natalizi, momenti in cui i controlli a campione si intensificano.
L’annuncio significa che la Francia manterrà i controlli interni temporanei per un periodo ininterrotto di otto anni e mezzo, a partire dagli attentati terroristici del novembre 2015. Sebbene il Codice delle Frontiere Schengen definisca tali controlli come uno strumento di ultima istanza, limitato a due anni, i governi francesi successivi hanno fatto ricorso a proroghe successive basate sull’Articolo 25a, mettendo alla prova la flessibilità legale del regime. L’ultima opinione di Bruxelles accetta l’argomento di proporzionalità ma invita nuovamente la Francia a ridurre sia l’estensione geografica sia la durata.
Per i pendolari transfrontalieri e i viaggiatori d’affari, l’impatto pratico resta contenuto: i controlli d’identità ai principali valichi stradali sono per lo più casuali, ma gli operatori logistici segnalano ancora variazioni nei tempi di percorrenza fino a 30 minuti nei corridoi di Ventimiglia e La Junquera. I passeggeri di Eurostar e Thalys devono sottoporsi a controlli di sicurezza prima della partenza, mentre gli operatori dell’aviazione privata devono presentare i manifesti passeggeri con 24 ore di anticipo.
Le aziende che gestiscono navette stradali ad alta frequenza o consegne urgenti dovrebbero rivedere i margini di sicurezza prima del cambio previsto per il 1° novembre e informare gli autisti di portare con sé prova di impiego e lettere di incarico insieme al passaporto. I responsabili della mobilità devono inoltre considerare che la proroga coincide con il Paris Peace Forum (10-11 novembre) e il periodo intenso dei viaggi natalizi, momenti in cui i controlli a campione si intensificano.
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