
I due principali sindacati di Air Corsica—il Syndicat national des pilotes de ligne (SNPL) e il Syndicat des pilotes de l’aviation civile (SPAC)—hanno avviato uno sciopero di sette giorni il 9 ottobre, dopo il fallimento delle trattative salariali con la direzione. Lo sciopero arriva a fine del periodo di vacanze autunnali in Francia e colpisce le rotte vitali della compagnia che collegano Ajaccio, Bastia, Calvi e Figari con Parigi-Charles-de-Gaulle, Orly, Marsiglia e Nizza.
Secondo i sindacati, i piloti hanno subito due anni di blocco degli stipendi e la perdita dei giorni di riposo, nonostante un’inflazione a due cifre. Criticano inoltre il piano di ristrutturazione “Tocca à Noi” della compagnia, che prevede l’esternalizzazione dei servizi a terra e ha lasciato diversi ATR 72 fermi a terra a causa di problemi tecnici non risolti, definiti “fume-events”. La direzione afferma di aver proposto aumenti salariali graduali da distribuire fino al 2027, ma insiste che qualsiasi accordo deve salvaguardare la stabilità finanziaria dell’azienda.
L’impatto operativo si è fatto sentire fin dal primo giorno: circa la metà dei voli di sabato tra la Corsica e la terraferma è stata cancellata, e la compagnia sta combinando voli o riprenotando i passeggeri su Air France-Hop. L’aeroporto di Parigi-CDG ha invitato i viaggiatori a verificare lo stato dei voli prima di recarsi in aeroporto, mentre la Camera di Commercio corsa stima che, se lo sciopero proseguirà, saranno persi fino a 15.000 posti.
Per i viaggiatori d’affari e i responsabili della mobilità, il disagio mette in luce la scarsa capacità delle rotte di continuità territoriale soggette a obblighi di servizio pubblico. Le aziende che spostano personale tra la sede di Parigi e i siti industriali o di difesa sull’isola dovrebbero prevedere tempi di collegamento più lunghi e considerare come opzioni di riserva i traghetti da Marsiglia o Nizza. I datori di lavoro con lavoratori distaccati in Corsica per brevi progetti sono invitati a rivedere prenotazioni alberghiere e indennità giornaliere, dato che la domanda last minute di hotel sull’isola è in forte aumento.
Lo sciopero riapre inoltre il dibattito sulle relazioni sindacali in vista della stagione estiva 2027, quando sia Air Corsica che Air France prevedono di passare al controllo biometrico EES/ETIAS. Qualsiasi ritardo nelle assunzioni o nella disponibilità degli aeromobili potrebbe lasciare il sud-est della Francia con una capacità insufficiente per la stagione di punta del prossimo anno.
Secondo i sindacati, i piloti hanno subito due anni di blocco degli stipendi e la perdita dei giorni di riposo, nonostante un’inflazione a due cifre. Criticano inoltre il piano di ristrutturazione “Tocca à Noi” della compagnia, che prevede l’esternalizzazione dei servizi a terra e ha lasciato diversi ATR 72 fermi a terra a causa di problemi tecnici non risolti, definiti “fume-events”. La direzione afferma di aver proposto aumenti salariali graduali da distribuire fino al 2027, ma insiste che qualsiasi accordo deve salvaguardare la stabilità finanziaria dell’azienda.
L’impatto operativo si è fatto sentire fin dal primo giorno: circa la metà dei voli di sabato tra la Corsica e la terraferma è stata cancellata, e la compagnia sta combinando voli o riprenotando i passeggeri su Air France-Hop. L’aeroporto di Parigi-CDG ha invitato i viaggiatori a verificare lo stato dei voli prima di recarsi in aeroporto, mentre la Camera di Commercio corsa stima che, se lo sciopero proseguirà, saranno persi fino a 15.000 posti.
Per i viaggiatori d’affari e i responsabili della mobilità, il disagio mette in luce la scarsa capacità delle rotte di continuità territoriale soggette a obblighi di servizio pubblico. Le aziende che spostano personale tra la sede di Parigi e i siti industriali o di difesa sull’isola dovrebbero prevedere tempi di collegamento più lunghi e considerare come opzioni di riserva i traghetti da Marsiglia o Nizza. I datori di lavoro con lavoratori distaccati in Corsica per brevi progetti sono invitati a rivedere prenotazioni alberghiere e indennità giornaliere, dato che la domanda last minute di hotel sull’isola è in forte aumento.
Lo sciopero riapre inoltre il dibattito sulle relazioni sindacali in vista della stagione estiva 2027, quando sia Air Corsica che Air France prevedono di passare al controllo biometrico EES/ETIAS. Qualsiasi ritardo nelle assunzioni o nella disponibilità degli aeromobili potrebbe lasciare il sud-est della Francia con una capacità insufficiente per la stagione di punta del prossimo anno.
Fonte: Le Mémento Paris
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