
La ministra belga per l'Asilo e la Migrazione, Anneleen Van Bossuyt, afferma che la sua politica migratoria più rigorosa sta dando risultati: a settembre 2026 l'Ufficio Immigrazione ha registrato solo 2.071 richieste di asilo, con un calo del 44% rispetto a settembre 2024 e del 29% su base annua. Oltre il 70% delle decisioni emesse il mese scorso sono state negative, il che significa che i richiedenti devono lasciare il paese a meno che non presentino ricorso con successo. Le misure governative includono trasferimenti più rapidi secondo il regolamento di Dublino, test d'età più severi per i minori non accompagnati e un potenziamento del personale dedicato al rimpatrio. Van Bossuyt ha inoltre promosso a livello UE le nuove procedure di frontiera del patto migratorio entrate in vigore a giugno. La ministra attribuisce il calo a “segnali coerenti” e a una gestione più veloce delle pratiche, che scoraggiano le richieste infondate. Il netto calo allevia la pressione cronica sui centri di accoglienza Fedasil, che avevano raggiunto la saturazione nel 2024-25. Meno nuovi arrivi permettono all’agenzia di chiudere costosi hotel di emergenza e di riassegnare il personale per ridurre l’arretrato. Anche i team di mobilità aziendale ne beneficiano indirettamente: si liberano appuntamenti per i permessi di soggiorno, facilitando il rilascio più rapido delle carte ai titolari legittimi di permessi di lavoro. I critici, tra cui ONG e opposizione, sostengono che i dati riflettano più ostacoli procedurali che una reale deterrenza e avvertono di un peggioramento delle condizioni di vita per chi resta nel sistema. Chiedono maggiori investimenti nell’integrazione e canali di migrazione legale per le professioni in carenza di competenze. Per le imprese, il messaggio è che il Belgio resta impegnato a incanalare la migrazione attraverso il sistema del permesso unico, limitando però gli ingressi umanitari. I dipartimenti HR devono aspettarsi controlli più rigorosi sui cambi di status e consigliare i trasferiti di mantenere aggiornata la documentazione, soprattutto in caso di cambio datore di lavoro all’interno del Belgio.
Fonte: N-VA News (English edition)