
Il Ministro belga per l’Asilo e la Migrazione, Anneleen Van Bossuyt, ha ottenuto una vittoria legislativa il 14 ottobre 2026, quando la commissione parlamentare per gli affari interni ha approvato il suo disegno di legge volto a semplificare la migrazione professionale per i lavoratori altamente qualificati provenienti da paesi terzi. La riforma si concentra sulla Carta Blu UE, il permesso di soggiorno valido in tutto il blocco per esperti con laurea universitaria e un’offerta di lavoro che garantisca almeno 1,5 volte lo stipendio mediano belga.
Secondo le nuove norme, l’Ufficio Immigrazione dovrà pronunciarsi sulle domande di Carta Blu entro 90 giorni (invece di 120), e i ministeri regionali del lavoro accetteranno contratti firmati digitalmente, eliminando la necessità di copie cartacee legalizzate. Elemento chiave della legge è l’allineamento con la direttiva UE rivista sulla Carta Blu (2021/1883), che consente ai titolari di spostarsi per brevi missioni di lavoro fino a 90 giorni in altri Stati membri senza permessi aggiuntivi. Questa novità sarà particolarmente vantaggiosa per i cluster delle scienze della vita e della fintech nelle aree di Leuven, Gand e Bruxelles, dove sono frequenti incarichi progettuali su più sedi UE.
Van Bossuyt ha accompagnato la semplificazione con misure più severe contro le frodi: l’Ufficio Immigrazione potrà ora respingere domande legate a “società di comodo” o dati salariali incoerenti, mentre le vittime di sfruttamento lavorativo avranno sei mesi (anziché tre) per trovare un nuovo datore di lavoro senza perdere lo status. Il messaggio per i datori di lavoro è chiaro: il Belgio vuole competere con decisione per i talenti specializzati, ma controllerà con attenzione le sponsorizzazioni sospette. I team HR dovranno aggiornare le checklist di onboarding, verificare che i contratti rispettino le nuove soglie salariali minime e pianificare i tempi più brevi ma più intensi della procedura di 90 giorni.
Secondo le nuove norme, l’Ufficio Immigrazione dovrà pronunciarsi sulle domande di Carta Blu entro 90 giorni (invece di 120), e i ministeri regionali del lavoro accetteranno contratti firmati digitalmente, eliminando la necessità di copie cartacee legalizzate. Elemento chiave della legge è l’allineamento con la direttiva UE rivista sulla Carta Blu (2021/1883), che consente ai titolari di spostarsi per brevi missioni di lavoro fino a 90 giorni in altri Stati membri senza permessi aggiuntivi. Questa novità sarà particolarmente vantaggiosa per i cluster delle scienze della vita e della fintech nelle aree di Leuven, Gand e Bruxelles, dove sono frequenti incarichi progettuali su più sedi UE.
Van Bossuyt ha accompagnato la semplificazione con misure più severe contro le frodi: l’Ufficio Immigrazione potrà ora respingere domande legate a “società di comodo” o dati salariali incoerenti, mentre le vittime di sfruttamento lavorativo avranno sei mesi (anziché tre) per trovare un nuovo datore di lavoro senza perdere lo status. Il messaggio per i datori di lavoro è chiaro: il Belgio vuole competere con decisione per i talenti specializzati, ma controllerà con attenzione le sponsorizzazioni sospette. I team HR dovranno aggiornare le checklist di onboarding, verificare che i contratti rispettino le nuove soglie salariali minime e pianificare i tempi più brevi ma più intensi della procedura di 90 giorni.