
La Polizia Nazionale spagnola ha annunciato il 14 ottobre di aver smantellato una rete criminale operante a Sabadell (Barcellona) specializzata nel far entrare cittadini dominicani nell’area Schengen tramite passaporti colombiani falsi o ottenuti con frode. Quattro sospetti chiave, incluso il presunto capo, sono stati arrestati durante perquisizioni simultanee nella periferia di Barcellona. L’organizzazione sfruttava falle legali in America Latina: i reclutati viaggiavano prima dalla Repubblica Dominicana verso Colombia o Perù, dove complici locali li aiutavano a ottenere carte d’identità colombiane autentiche tramite false testimonianze. Con questi documenti ottenevano passaporti colombiani veri, che permettono l’ingresso senza visto nella maggior parte dell’UE. Dall’America del Sud, i migranti volavano solitamente a Parigi e altri aeroporti francesi prima di disperdersi in Europa. La polizia riferisce che la banda chiedeva fino a 10.000 euro per migrante e riciclava i proventi attraverso attività commerciali ad alto flusso di cassa in Catalogna. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati 3,7 kg di cocaina e 8.700 euro in contanti, evidenziando il legame tra traffico di persone e narcotraffico. L’indagine è iniziata a fine 2025 dopo che le autorità di frontiera hanno notato un modello di cittadini dominicani che presentavano documenti colombiani negli aeroporti spagnoli. Per i team di mobilità globale e assegnazioni, l’operazione è un monito: la frode documentale sofisticata persiste nonostante la digitalizzazione dei controlli di frontiera. Le aziende che sponsorizzano talenti latinoamericani per ruoli in Spagna devono assicurarsi che i documenti civili dei candidati siano accuratamente apostillati e verificati. Il caso potrebbe spingere gli Stati Schengen a rivedere i profili di rischio per i passaporti colombiani, con possibili controlli secondari più frequenti e code più lunghe per i viaggiatori legittimi. Il Ministero dell’Interno ha lodato la collaborazione con AMERIPOL e ha anticipato che operazioni simili sono in corso a Madrid e Valencia. I pubblici ministeri presenteranno accuse per facilitazione dell’immigrazione irregolare, falsificazione di documenti, riciclaggio di denaro e reati legati alla droga; gli indagati rischiano fino a 12 anni di carcere in caso di condanna.
Fonte: Ministerio del Interior