
In una sentenza emessa a Lussemburgo il 15 ottobre, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) ha stabilito che il limite di 32 milioni di passeggeri previsto nelle autorizzazioni urbanistiche dell’aeroporto di Dublino del 2007/08 costituisce un «vincolo tecnico, operativo o ambientale» che il coordinatore irlandese deve considerare nell’assegnazione delle fasce di decollo e atterraggio. Il caso è stato rinviato dalla Corte Suprema irlandese dopo che daa plc, l’operatore aeroportuale, ha sostenuto che i diritti storici sulle fasce non dovrebbero essere ridotti solo perché il tetto passeggeri è stato superato a causa della domanda di viaggio post-pandemia. Le compagnie aeree, guidate da Ryanair e Aer Lingus, hanno invece contestato il limite definendolo anacronistico, sottolineando che Dublino ha gestito 34 milioni di viaggiatori nel 2025 senza problemi operativi significativi. La CGUE ha respinto questa posizione, confermando che i regolatori degli Stati membri possono imporre o rispettare limiti di capacità se derivano da autorizzazioni valide volte a mitigare l’impatto ambientale. In pratica, la decisione implica che la Commissione per la Regolazione dell’Aviazione irlandese (che presto sarà integrata nella nuova struttura dell’Autorità dell’Aviazione irlandese) potrebbe dover recuperare fasce per la stagione estiva 2027, a meno che il Governo non riesca a far approvare una legge d’emergenza per innalzare o eliminare il tetto. La sentenza indebolisce inoltre la posizione legale delle compagnie nelle trattative commerciali in corso su tariffe e assegnazione degli spazi. daa ha già avvertito che il suo Programma di Investimenti da 2 miliardi di euro per aggiungere un terzo terminal potrebbe rallentare se il limite rimane. Per il settore multinazionale, qualsiasi restrizione sulle fasce potrebbe ridurre il numero di partenze transatlantiche mattutine, molto apprezzate dai viaggiatori d’affari, e ostacolare la strategia di connettività dell’Irlanda, pilastro della Strategia Nazionale per l’Impresa. I travel manager dovrebbero prepararsi a una disponibilità di posti più limitata e a tariffe potenzialmente più alte sulle rotte di punta verso Londra, New York e gli hub continentali. Nel breve termine, i coordinatori delle fasce devono completare l’Assegnazione Iniziale entro il 31 ottobre. Le compagnie aeree titolari di fasce «storiche» dovranno ora dimostrare che il loro utilizzo previsto mantiene il traffico passeggeri complessivo entro la soglia di 32 milioni, o rischiano la riassegnazione secondo la regola “usale o perdila” del Regolamento UE sulle fasce.
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