
La Polizia di Dubai ha annunciato il 16 ottobre l’arresto di otto persone coinvolte in un servizio illecito che forniva patenti di guida emesse da un paese vicino al costo di 10.000 dirham ciascuna. Acquirenti che non avevano mai viaggiato all’estero sfruttavano poi le norme di riconoscimento reciproco per scambiare il documento con una patente emessa dagli Emirati Arabi Uniti presso la Roads & Transport Authority (RTA), senza dover sostenere lezioni o esami.
L’indagine, condotta dal Dipartimento Generale di Investigazione Criminale in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e la RTA, ha rivelato che i sospetti utilizzavano uffici di facciata di società di elaborazione transazioni per promuovere la truffa. Le forze dell’ordine hanno sequestrato documenti falsificati, denaro contante e apparecchiature informatiche utilizzate per creare falsi registri di richiesta.
Secondo le normative sulla mobilità degli Emirati, i titolari di patenti valide provenienti da 43 giurisdizioni riconosciute possono convertire il permesso in una patente locale dopo un semplice test della vista. Il programma è pensato per facilitare il trasferimento di conducenti qualificati con visti di lavoro. Inserendo patenti straniere contraffatte nel sistema, la banda ha compromesso le misure di sicurezza stradale e ha esposto i datori di lavoro a responsabilità indirette in caso di incidenti causati dal personale.
Gli esperti legali sottolineano che chiunque ottenga consapevolmente una patente straniera falsa rischia accuse di frode e può vedersi revocare sia la patente contraffatta sia quella emessa negli Emirati. Le aziende sono invitate a verificare attentamente i fascicoli di guida dei dipendenti, in particolare per autisti di flotte e tecnici sul campo, il cui permesso di lavoro dipende dal possesso di una patente valida negli Emirati.
Il caso rappresenta un ulteriore monito sull’importanza dei controlli di verifica documentale come parte integrante dei programmi di conformità alla mobilità globale. I team HR dovrebbero richiedere la visione degli originali e, dove possibile, utilizzare l’API di verifica elettronica della RTA prima di rimborsare i costi di conversione della patente per i nuovi assunti.
L’indagine, condotta dal Dipartimento Generale di Investigazione Criminale in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e la RTA, ha rivelato che i sospetti utilizzavano uffici di facciata di società di elaborazione transazioni per promuovere la truffa. Le forze dell’ordine hanno sequestrato documenti falsificati, denaro contante e apparecchiature informatiche utilizzate per creare falsi registri di richiesta.
Secondo le normative sulla mobilità degli Emirati, i titolari di patenti valide provenienti da 43 giurisdizioni riconosciute possono convertire il permesso in una patente locale dopo un semplice test della vista. Il programma è pensato per facilitare il trasferimento di conducenti qualificati con visti di lavoro. Inserendo patenti straniere contraffatte nel sistema, la banda ha compromesso le misure di sicurezza stradale e ha esposto i datori di lavoro a responsabilità indirette in caso di incidenti causati dal personale.
Gli esperti legali sottolineano che chiunque ottenga consapevolmente una patente straniera falsa rischia accuse di frode e può vedersi revocare sia la patente contraffatta sia quella emessa negli Emirati. Le aziende sono invitate a verificare attentamente i fascicoli di guida dei dipendenti, in particolare per autisti di flotte e tecnici sul campo, il cui permesso di lavoro dipende dal possesso di una patente valida negli Emirati.
Il caso rappresenta un ulteriore monito sull’importanza dei controlli di verifica documentale come parte integrante dei programmi di conformità alla mobilità globale. I team HR dovrebbero richiedere la visione degli originali e, dove possibile, utilizzare l’API di verifica elettronica della RTA prima di rimborsare i costi di conversione della patente per i nuovi assunti.
Fonte: The National
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