
Con il secondo vertice UE-GCC previsto per il 24 ottobre a Riyadh, la piattaforma di viaggi Wego ha pubblicato un approfondimento che illustra gli scenari per una tanto attesa esenzione dal visto Schengen per i cittadini del Golfo. Il Segretario Generale del GCC, Jasem Al-Budaiwi, ha dichiarato ad Arab News che il blocco è “molto vicino” ad avviare il processo legislativo europeo, ma ha sottolineato che non è stata ancora fissata una data di entrata in vigore.
Per i cittadini degli Emirati Arabi Uniti lo sviluppo è soprattutto simbolico, dato che gli emiratini godono già di viaggi senza visto nell’area Schengen dal 2015, ma è molto rilevante per le famiglie con doppia nazionalità e per i team HR basati nel Golfo che spostano personale tra i vari paesi della regione.
Se l’UE darà il via libera alla proposta, i titolari di passaporti kuwaitiani, qatarioti, bahreiniti, sauditi e omaniti potrebbero unirsi agli emiratini nelle permanenze senza visto fino a 90 giorni, semplificando la gestione di progetti multinazionali e i viaggi familiari.
Tuttavia, Wego avverte che l’esenzione richiede diversi passaggi: la Commissione Europea deve proporre la modifica del Regolamento 2018/1806, il Parlamento Europeo e il Consiglio devono approvare, e ogni paese deve firmare un accordo reciproco. Esperienze passate indicano che il processo può richiedere anni. Inoltre, anche i visitatori senza visto dovranno richiedere il permesso ETIAS online, la cui attivazione è stata posticipata.
I professionisti delle risorse umane dovrebbero quindi gestire con cautela le aspettative dei dipendenti e continuare a prenotare appuntamenti per i visti fino a quando un comunicato ufficiale dell’UE non confermerà i tempi. Nel frattempo, le aziende potrebbero sfruttare il vertice per fare pressione affinché vengano velocizzati gli appuntamenti per i visti Schengen nelle capitali del Golfo, approfittando dell’impulso verso l’esenzione.
Infine, l’articolo sottolinea che l’Irlanda resta fuori dall’area Schengen; i cittadini degli Emirati e degli altri paesi del GCC dovranno quindi continuare a richiedere un visto separato per l’Irlanda, un dettaglio spesso trascurato nelle politiche aziendali di viaggio.
Per i cittadini degli Emirati Arabi Uniti lo sviluppo è soprattutto simbolico, dato che gli emiratini godono già di viaggi senza visto nell’area Schengen dal 2015, ma è molto rilevante per le famiglie con doppia nazionalità e per i team HR basati nel Golfo che spostano personale tra i vari paesi della regione.
Se l’UE darà il via libera alla proposta, i titolari di passaporti kuwaitiani, qatarioti, bahreiniti, sauditi e omaniti potrebbero unirsi agli emiratini nelle permanenze senza visto fino a 90 giorni, semplificando la gestione di progetti multinazionali e i viaggi familiari.
Tuttavia, Wego avverte che l’esenzione richiede diversi passaggi: la Commissione Europea deve proporre la modifica del Regolamento 2018/1806, il Parlamento Europeo e il Consiglio devono approvare, e ogni paese deve firmare un accordo reciproco. Esperienze passate indicano che il processo può richiedere anni. Inoltre, anche i visitatori senza visto dovranno richiedere il permesso ETIAS online, la cui attivazione è stata posticipata.
I professionisti delle risorse umane dovrebbero quindi gestire con cautela le aspettative dei dipendenti e continuare a prenotare appuntamenti per i visti fino a quando un comunicato ufficiale dell’UE non confermerà i tempi. Nel frattempo, le aziende potrebbero sfruttare il vertice per fare pressione affinché vengano velocizzati gli appuntamenti per i visti Schengen nelle capitali del Golfo, approfittando dell’impulso verso l’esenzione.
Infine, l’articolo sottolinea che l’Irlanda resta fuori dall’area Schengen; i cittadini degli Emirati e degli altri paesi del GCC dovranno quindi continuare a richiedere un visto separato per l’Irlanda, un dettaglio spesso trascurato nelle politiche aziendali di viaggio.
Fonte: Wego Travel Blog
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