
Le autorità di Dubai lanciano l’allarme su una nuova ondata di offerte fraudolente di “visti freelance” che hanno truffato residenti negli Emirati Arabi Uniti, desiderosi di regolarizzare la propria posizione o di rimanere nel paese dopo aver lasciato un lavoro dipendente. Secondo un’inchiesta pubblicata dal *Khaleej Times* il 18 ottobre, i truffatori pubblicizzano su Instagram, TikTok e WhatsApp visti freelance biennali a partire da soli 1.000 dirham al mese. Le vittime vengono attirate con la promessa di un Emirates ID rapido e il diritto di lavorare in autonomia, per scoprire poi che il visto rilasciato è in realtà un visto da socio d’affari o investitore collegato a una società di comodo. Quando queste società vengono inserite nella lista nera, i titolari del visto si trovano legalmente responsabili di multe non pagate e possono incorrere in divieti di ingresso. Un residente di Dubai di 55 anni, citato nel rapporto, ha scoperto di avere oltre 50.000 dirham di multe solo quando ha tentato di rinnovare il visto due anni dopo. Firose Khan, CEO di Arabian Business Centre, ha spiegato che i visti freelance **legittimi** sono disponibili solo attraverso un numero limitato di free zone — come Dubai Media City, twofour54 e Ras Al Khaimah Economic Zone — ciascuna delle quali rilascia sia la licenza freelance sia il permesso di soggiorno. Il costo totale supera generalmente i 7.000 dirham nel primo anno, un dato che le autorità indicano come segnale per diffidare delle offerte online a prezzi stracciati. La Direzione Generale per la Residenza e gli Affari Esteri (GDRFA-Dubai) e la Polizia di Dubai hanno intensificato le indagini congiunte dopo l’arresto, il mese scorso, di un cantante noto per la promozione di visti falsi. Le autorità invitano i residenti a fare domanda solo tramite portali riconosciuti delle free zone o la piattaforma *ICP Smart Services*, consegnando i documenti **solo** presso centri autorizzati di assistenza clienti o Amer. Gli avvocati hanno inoltre stilato una lista di azioni da intraprendere per le vittime: 1) richiedere immediatamente un charge-back o il rimborso alle banche o agli uffici di cambio; 2) ottenere un numero di denuncia alla polizia o di segnalazione e-Crime; 3) bloccare il conto destinatario, se possibile; 4) presentare denunce parallele in giurisdizioni estere se i fondi sono stati trasferiti all’estero. Per datori di lavoro e responsabili della mobilità internazionale, l’aumento delle frodi sui visti è un monito a verificare gli agenti terzi e a formare il personale sui canali corretti per le domande. Le multinazionali che si avvalgono di collaboratori negli Emirati devono accertarsi che licenze freelance e timbri di residenza siano rilasciati da una free zone, non da società private, per evitare sanzioni per l’assunzione di persone con status irregolare. Mentre gli Emirati Arabi Uniti continuano a espandere vie legali come il Green Visa e il Golden Visa decennale, i regolatori sono altrettanto determinati a eliminare il mercato parallelo sotterraneo che prospera su ambiguità e disinformazione.
Fonte: Khaleej Times
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