
Il controllo migratorio negli aeroporti e porti europei è cambiato definitivamente per chi parte dal Brasile verso l’area Schengen. Dal 10 aprile, l’Unione Europea registra elettronicamente ogni ingresso e uscita di cittadini extra-UE tramite il sistema Entry/Exit System (EES). Questo sistema, che ha sostituito il timbro manuale sul passaporto, è diventato pienamente operativo questo mese, secondo la Commissione Europea, e ha già raccolto oltre 52 milioni di registrazioni.
Martedì 20 ottobre 2026, portali brasiliani specializzati hanno nuovamente evidenziato l’impatto delle nuove barriere digitali su turisti e viaggiatori business. In pratica, all’arrivo in Europa, al passeggero vengono scattate foto del volto e raccolte le impronte digitali tramite chioschi automatici o al banco dell’agente di frontiera. I dati vengono incrociati per rilevare automaticamente eventuali superamenti del limite di permanenza (che resta di 90 giorni ogni 180).
Secondo i viaggiatori brasiliani, questa procedura aggiunge dai 30 secondi a cinque minuti allo sbarco, ma riduce i controlli manuali nei ritorni successivi, poiché le biometrie restano memorizzate per tre anni. L’EES è solo il primo livello. Per l’ultimo trimestre del 2026 è confermato il lancio dell’ETIAS – un’autorizzazione elettronica pre-viaggio simile all’ESTA statunitense.
Nonostante molti siti non ufficiali già richiedano “tariffe” per emettere il documento, le ambasciate europee in Brasile ribadiscono che al momento nessuna domanda è accettata. Quando sarà attivo, l’ETIAS costerà 7 euro, avrà validità di tre anni o fino alla scadenza del passaporto e dovrà essere ottenuto online prima dell’imbarco.
Le agenzie di viaggio corporate consigliano di preparare politiche interne che includano: monitoraggio dei limiti di 90 giorni nello Schengen per i dipendenti frequenti; verifica di passaporti con validità minima di sei mesi; e budget per l’ETIAS, che probabilmente sarà a carico del datore di lavoro per missioni di lavoro. Le aziende devono inoltre istruire i dipendenti a portare con sé conferme di alloggio, assicurazione viaggio e lettere di invito, poiché l’EES non sostituisce i tradizionali requisiti documentali.
Gli esperti vedono benefici a medio termine: code potenzialmente più brevi e maggiore sicurezza contro le frodi d’identità. Nel breve periodo, però, c’è il rischio di congestioni in terminal ancora in fase di adattamento, come Lisbona e Parigi-CDG, dove i lettori biometrici hanno causato code fino a 45 minuti la scorsa settimana. Le associazioni delle compagnie aeree hanno richiesto ulteriori corsi di formazione per il personale di immigrazione.
Martedì 20 ottobre 2026, portali brasiliani specializzati hanno nuovamente evidenziato l’impatto delle nuove barriere digitali su turisti e viaggiatori business. In pratica, all’arrivo in Europa, al passeggero vengono scattate foto del volto e raccolte le impronte digitali tramite chioschi automatici o al banco dell’agente di frontiera. I dati vengono incrociati per rilevare automaticamente eventuali superamenti del limite di permanenza (che resta di 90 giorni ogni 180).
Secondo i viaggiatori brasiliani, questa procedura aggiunge dai 30 secondi a cinque minuti allo sbarco, ma riduce i controlli manuali nei ritorni successivi, poiché le biometrie restano memorizzate per tre anni. L’EES è solo il primo livello. Per l’ultimo trimestre del 2026 è confermato il lancio dell’ETIAS – un’autorizzazione elettronica pre-viaggio simile all’ESTA statunitense.
Nonostante molti siti non ufficiali già richiedano “tariffe” per emettere il documento, le ambasciate europee in Brasile ribadiscono che al momento nessuna domanda è accettata. Quando sarà attivo, l’ETIAS costerà 7 euro, avrà validità di tre anni o fino alla scadenza del passaporto e dovrà essere ottenuto online prima dell’imbarco.
Le agenzie di viaggio corporate consigliano di preparare politiche interne che includano: monitoraggio dei limiti di 90 giorni nello Schengen per i dipendenti frequenti; verifica di passaporti con validità minima di sei mesi; e budget per l’ETIAS, che probabilmente sarà a carico del datore di lavoro per missioni di lavoro. Le aziende devono inoltre istruire i dipendenti a portare con sé conferme di alloggio, assicurazione viaggio e lettere di invito, poiché l’EES non sostituisce i tradizionali requisiti documentali.
Gli esperti vedono benefici a medio termine: code potenzialmente più brevi e maggiore sicurezza contro le frodi d’identità. Nel breve periodo, però, c’è il rischio di congestioni in terminal ancora in fase di adattamento, come Lisbona e Parigi-CDG, dove i lettori biometrici hanno causato code fino a 45 minuti la scorsa settimana. Le associazioni delle compagnie aeree hanno richiesto ulteriori corsi di formazione per il personale di immigrazione.
Fonte: Rede Brasil de Televisão