
Il Senato ceco ha inserito nella sua 31ª – e probabilmente ultima – sessione plenaria del mandato attuale, prevista per il 21 ottobre 2026, un emendamento alla Legge sugli Stranieri (Legge n. 326/1999 Sb.). Un comunicato stampa del 20 ottobre conferma che il disegno di legge, già approvato dalla Camera dei Deputati a settembre, sarà tra i punti prioritari discussi dopo le 10:00.
Il testo introduce diverse modifiche relative alla mobilità lavorativa: riduce il termine obbligatorio per la decisione sui permessi di trasferimento intra-aziendale da 60 a 45 giorni, allinea le tariffe per i visti a lungo termine con le recenti normative sui nomadi digitali e conferisce al Ministero dell’Interno il potere di pubblicare slot elettronici per appuntamenti presso i consolati, sostituendo le quote mensili fisse – una misura accolta con favore dai datori di lavoro, stanchi del fenomeno del “bagarinaggio” degli slot per i visti.
Se il Senato approverà il testo senza modifiche, l’emendamento potrebbe entrare in vigore già dal 1° gennaio 2027, lasciando ai team HR poco tempo per adeguare le politiche interne di mobilità. Gli esperti legali consigliano di mappare fin da ora i dipendenti interessati, in particolare i trasferiti ICT le cui domande potrebbero ricadere nel periodo di transizione, e di aggiornare le notifiche per i lavoratori distaccati in base ai tempi di elaborazione più brevi.
Il disegno di legge rafforza anche i controlli: i proprietari che ospitano più di cinque cittadini di paesi terzi dovranno registrarsi elettronicamente entro 24 ore, e le multe per l’impiego di stranieri senza permesso di soggiorno valido saliranno fino a 5 milioni di corone ceche. Le multinazionali con centri servizi condivisi a Praga e Brno dovrebbero quindi rivedere i contratti con i fornitori di alloggi.
Il dibattito in Senato sarà trasmesso in diretta streaming; gli stakeholder possono richiedere pass da osservatore tramite il portale di accreditamento della camera alta. Qualora venissero proposti emendamenti, l’approvazione finale potrebbe slittare al nuovo Senato di novembre, posticipando l’entrata in vigore di alcuni mesi.
Il testo introduce diverse modifiche relative alla mobilità lavorativa: riduce il termine obbligatorio per la decisione sui permessi di trasferimento intra-aziendale da 60 a 45 giorni, allinea le tariffe per i visti a lungo termine con le recenti normative sui nomadi digitali e conferisce al Ministero dell’Interno il potere di pubblicare slot elettronici per appuntamenti presso i consolati, sostituendo le quote mensili fisse – una misura accolta con favore dai datori di lavoro, stanchi del fenomeno del “bagarinaggio” degli slot per i visti.
Se il Senato approverà il testo senza modifiche, l’emendamento potrebbe entrare in vigore già dal 1° gennaio 2027, lasciando ai team HR poco tempo per adeguare le politiche interne di mobilità. Gli esperti legali consigliano di mappare fin da ora i dipendenti interessati, in particolare i trasferiti ICT le cui domande potrebbero ricadere nel periodo di transizione, e di aggiornare le notifiche per i lavoratori distaccati in base ai tempi di elaborazione più brevi.
Il disegno di legge rafforza anche i controlli: i proprietari che ospitano più di cinque cittadini di paesi terzi dovranno registrarsi elettronicamente entro 24 ore, e le multe per l’impiego di stranieri senza permesso di soggiorno valido saliranno fino a 5 milioni di corone ceche. Le multinazionali con centri servizi condivisi a Praga e Brno dovrebbero quindi rivedere i contratti con i fornitori di alloggi.
Il dibattito in Senato sarà trasmesso in diretta streaming; gli stakeholder possono richiedere pass da osservatore tramite il portale di accreditamento della camera alta. Qualora venissero proposti emendamenti, l’approvazione finale potrebbe slittare al nuovo Senato di novembre, posticipando l’entrata in vigore di alcuni mesi.
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