
Il sito di informazione belgo-marocchino BelgiqueMag riporta che il 23 ottobre la Commissione Interni della Camera dei Rappresentanti belga ha approvato un disegno di legge che imporrebbe un termine legale di 90 giorni all’Ufficio Immigrazione per le domande di Carta Blu UE. La proposta, ispirata alle lamentele di datori di lavoro e professionisti stranieri sui tempi di attesa superiori ai sei mesi, evidenzia in particolare le opportunità per i laureati marocchini in materie STEM, ma si applicherebbe a tutti i cittadini di paesi terzi. Secondo il testo, le domande non esaminate entro tre mesi si considererebbero automaticamente approvate, salvo che le autorità non invocassero un’eccezione per frode. La normativa semplifica inoltre i requisiti documentali, consentendo diplomi digitali e contratti di lavoro a distanza, un vantaggio per le aziende tecnologiche che assumono dall’estero. La riforma si integra con l’iniziativa della Fiandra di attrarre la “migrazione di conoscenze”, mantenendo però rigide restrizioni sul lavoro poco qualificato. Abbinando decisioni più rapide a clausole anti-abuso più severe (le aziende create solo per sponsorizzare visti potrebbero finire nella lista nera), il governo punta a bilanciare competitività e preoccupazioni pubbliche sull’immigrazione irregolare. Se il disegno di legge passerà il voto in aula previsto per novembre, i team HR dovranno rivedere i tempi di inserimento: in teoria, i nuovi assunti potrebbero arrivare in Belgio entro quattro mesi dall’accettazione dell’offerta, allineando Bruxelles a giurisdizioni con procedure accelerate come il nuovo percorso tedesco previsto dalla Skilled Immigration Act.
Fonte: BelgiqueMag
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