
Sebbene la controversa tassa di 100.000 dollari per la presentazione della domanda H-1B, introdotta dall’amministrazione Trump, sia entrata tecnicamente in vigore il 21 settembre, i primi test pratici della norma arriveranno questa settimana, mentre i datori di lavoro si preparano a presentare le petizioni esenti dal tetto di novembre e la Camera di Commercio degli Stati Uniti avvia una causa per bloccare la tassa. Il ricorso della Camera, depositato presso il tribunale federale di Washington D.C. e presentato durante briefing settoriali il 1° novembre 2025, sostiene che la tassa violi il quadro normativo sul recupero dei costi previsto dall’Immigration and Nationality Act e sia stata imposta senza un adeguato processo di consultazione pubblica.
Secondo le nuove linee guida dell’USCIS, il pagamento di 100.000 dollari è richiesto per la maggior parte delle nuove petizioni H-1B, comprese quelle con notifica consolare per dipendenti all’estero. I datori di lavoro esenti dal tetto, come le università, devono pagare a meno che non dimostrino che il lavoro svolto sia nell’interesse nazionale, uno standard non definito che genera grande confusione. Le chiamate con gli stakeholder di fine ottobre hanno rivelato che l’USCIS non dispone di un portale di pagamento elettronico; i richiedenti sono istruiti a inviare assegni circolari intestati al “U.S. Treasury – H1B Fee”, creando difficoltà legate ai limiti bancari.
Per i team di mobilità aziendale, la decisione immediata è se posticipare le domande, orientarsi verso categorie alternative (O-1A, TN, E-3) o prevedere nel budget questa spesa a sei cifre. Start-up in fase iniziale e organizzazioni no-profit definiscono la tassa proibitiva, escludendoli di fatto dal programma. Le grandi aziende tecnologiche stanno rivedendo i piani di forza lavoro per l’anno fiscale 2027 e avvertono di possibili ritardi nei progetti se i talenti critici non potranno entrare nei tempi previsti.
Gli analisti legali prevedono che il tribunale valuterà una misura cautelare temporanea entro poche settimane; se concessa, l’USCIS potrebbe dover rimborsare le tasse già pagate. Nel frattempo, i datori di lavoro dovrebbero monitorare l’andamento della causa, segnalare eventuali petizioni H-1B in corso e preparare strategie occupazionali alternative nel caso la tassa venga confermata.
La sfida aggiunge un ulteriore livello di incertezza a un programma già scosso da aumenti delle tariffe, controlli più severi sulla lotteria e la sospensione del servizio di elaborazione premium legata alla chiusura, sottolineando l’importanza di portafogli di immigrazione diversificati per le operazioni negli Stati Uniti.
Secondo le nuove linee guida dell’USCIS, il pagamento di 100.000 dollari è richiesto per la maggior parte delle nuove petizioni H-1B, comprese quelle con notifica consolare per dipendenti all’estero. I datori di lavoro esenti dal tetto, come le università, devono pagare a meno che non dimostrino che il lavoro svolto sia nell’interesse nazionale, uno standard non definito che genera grande confusione. Le chiamate con gli stakeholder di fine ottobre hanno rivelato che l’USCIS non dispone di un portale di pagamento elettronico; i richiedenti sono istruiti a inviare assegni circolari intestati al “U.S. Treasury – H1B Fee”, creando difficoltà legate ai limiti bancari.
Per i team di mobilità aziendale, la decisione immediata è se posticipare le domande, orientarsi verso categorie alternative (O-1A, TN, E-3) o prevedere nel budget questa spesa a sei cifre. Start-up in fase iniziale e organizzazioni no-profit definiscono la tassa proibitiva, escludendoli di fatto dal programma. Le grandi aziende tecnologiche stanno rivedendo i piani di forza lavoro per l’anno fiscale 2027 e avvertono di possibili ritardi nei progetti se i talenti critici non potranno entrare nei tempi previsti.
Gli analisti legali prevedono che il tribunale valuterà una misura cautelare temporanea entro poche settimane; se concessa, l’USCIS potrebbe dover rimborsare le tasse già pagate. Nel frattempo, i datori di lavoro dovrebbero monitorare l’andamento della causa, segnalare eventuali petizioni H-1B in corso e preparare strategie occupazionali alternative nel caso la tassa venga confermata.
La sfida aggiunge un ulteriore livello di incertezza a un programma già scosso da aumenti delle tariffe, controlli più severi sulla lotteria e la sospensione del servizio di elaborazione premium legata alla chiusura, sottolineando l’importanza di portafogli di immigrazione diversificati per le operazioni negli Stati Uniti.
Fonte: HRCI / federal-court filings
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