
I viaggi d'affari da e per il Belgio si sono fermati bruscamente la sera del 4 novembre 2025, quando le autorità del traffico aereo hanno ordinato l'immediata sospensione di tutti i decolli e gli atterraggi all'aeroporto di Bruxelles-Zaventem, dopo l'avvistamento di un drone nella zona di controllo. La chiusura, entrata in vigore pochi minuti prima delle 20:00 ora locale, è durata quasi tre ore, causando il dirottamento dei voli a lungo raggio verso Amsterdam, Parigi e Francoforte, mentre gli aerei a corto raggio sono stati costretti a entrare in holding non programmati prima di essere dirottati verso aeroporti regionali.
I servizi di sicurezza hanno pattugliato il perimetro senza riuscire a localizzare il dispositivo, evidenziando le difficoltà nell’applicazione delle misure anti-UAV attorno ai grandi hub passeggeri. Sebbene le incursioni di droni siano un problema crescente in Europa, è la prima volta dal 2018, anno dello sciopero improvviso, che il principale aeroporto belga si ferma completamente. Circa 25.000 passeggeri sono stati coinvolti, inclusi diversi delegati diretti a riunioni del Consiglio UE previste per il giorno successivo. Compagnie come Brussels Airlines e Ryanair si sono affrettate a riprenotare i viaggiatori, avvertendo di possibili disagi residui anche il 5 novembre, mentre equipaggi e aeromobili si riposizionano.
Per i responsabili della mobilità aziendale, l’episodio sottolinea l’importanza di un monitoraggio dinamico degli itinerari. Le società di consulenza sui rischi di viaggio hanno segnalato che la chiusura è avvenuta senza indicatori di intelligence precedenti, consigliando alle multinazionali di rivedere i piani di risposta alle crisi, soprattutto perché l’aeroporto di Bruxelles rappresenta un nodo chiave Schengen per i dirigenti in trasferimento presso le sedi UE.
Il ministro federale dei trasporti belga ha promesso un’accelerazione nell’installazione di radar anti-drone e sistemi di disturbo, invitando la Commissione Europea a finalizzare i protocolli anti-drone per l’aviazione civile attesi da tempo. Fino a quando non saranno implementate soluzioni tecnologiche, il fornitore del traffico aereo Skeyes si affiderà alla conferma visiva e a congelamenti temporanei dello spazio aereo ogni volta che viene segnalato un drone, un approccio che potrebbe tradursi in ulteriori ritardi imprevisti durante la intensa stagione invernale delle conferenze.
I servizi di sicurezza hanno pattugliato il perimetro senza riuscire a localizzare il dispositivo, evidenziando le difficoltà nell’applicazione delle misure anti-UAV attorno ai grandi hub passeggeri. Sebbene le incursioni di droni siano un problema crescente in Europa, è la prima volta dal 2018, anno dello sciopero improvviso, che il principale aeroporto belga si ferma completamente. Circa 25.000 passeggeri sono stati coinvolti, inclusi diversi delegati diretti a riunioni del Consiglio UE previste per il giorno successivo. Compagnie come Brussels Airlines e Ryanair si sono affrettate a riprenotare i viaggiatori, avvertendo di possibili disagi residui anche il 5 novembre, mentre equipaggi e aeromobili si riposizionano.
Per i responsabili della mobilità aziendale, l’episodio sottolinea l’importanza di un monitoraggio dinamico degli itinerari. Le società di consulenza sui rischi di viaggio hanno segnalato che la chiusura è avvenuta senza indicatori di intelligence precedenti, consigliando alle multinazionali di rivedere i piani di risposta alle crisi, soprattutto perché l’aeroporto di Bruxelles rappresenta un nodo chiave Schengen per i dirigenti in trasferimento presso le sedi UE.
Il ministro federale dei trasporti belga ha promesso un’accelerazione nell’installazione di radar anti-drone e sistemi di disturbo, invitando la Commissione Europea a finalizzare i protocolli anti-drone per l’aviazione civile attesi da tempo. Fino a quando non saranno implementate soluzioni tecnologiche, il fornitore del traffico aereo Skeyes si affiderà alla conferma visiva e a congelamenti temporanei dello spazio aereo ogni volta che viene segnalato un drone, un approccio che potrebbe tradursi in ulteriori ritardi imprevisti durante la intensa stagione invernale delle conferenze.
Fonte: Reuters / The Brussels Times
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