
Le tensioni sono nuovamente esplose al confine meridionale della Spagna il 2 novembre, quando Arturo Bernal, Assessore al Turismo e all’Azione Esterna dell’Andalusia, ha criticato duramente il governo centrale per la “mancanza di trasparenza” nelle trattative in corso con il Regno Unito sul futuro regime fiscale di Gibilterra. Parlando a Siviglia, Bernal ha denunciato l’esclusione dell’esecutivo regionale dai negoziati che influenzeranno direttamente oltre 15.000 pendolari spagnoli che ogni giorno attraversano ‘la Verja’ per lavorare nel Territorio d’Oltremare britannico.
L’accordo ancora in fase di definizione — pensato per sostituire i quadri normativi dell’UE persi dopo la Brexit — riguarda la tassazione delle imprese, il coordinamento della sicurezza sociale e il trattamento dei lavoratori a distanza residenti in Spagna. Bernal ha avvertito che la mancanza di chiarezza sulle regole di ritenuta e sulle agevolazioni per la doppia imposizione sta già complicando la gestione delle buste paga per le PMI andaluse che impiegano personale nei fiorenti settori del gioco online e della fintech di Gibilterra. Temendo inoltre una “corsa al ribasso” sulla tassazione aziendale, Bernal ha sottolineato il rischio di un deflusso di investimenti dai comuni limitrofi del Campo de Gibraltar, area con il tasso di disoccupazione più alto della Spagna (28%).
Per i responsabili della mobilità internazionale, questo episodio evidenzia la zona grigia normativa che persiste dal ritiro del Regno Unito dall’UE nel 2020. I dipendenti residenti in Spagna ma con contratti a Gibilterra si trovano attualmente a dover rispettare obblighi fiscali doppi e hanno un accesso limitato ai benefici sociali spagnoli. Gli esperti fiscali sottolineano che il nuovo accordo deve chiarire quale giurisdizione detiene il diritto di tassare i redditi prodotti parzialmente in entrambi i territori e come verranno totalizzati i contributi previdenziali.
La mancata partecipazione delle autorità regionali potrebbe inoltre complicare l’attuazione dell’intesa. La Junta de Andalucía gestisce gli uffici regionali per l’impiego e i fondi per la formazione professionale, risorse utilizzate da molte aziende con sede a Gibilterra per aggiornare le competenze del personale spagnolo. Bernal ha lasciato intendere che la Junta potrebbe imporre condizioni proprie per le licenze transfrontaliere qualora Madrid firmasse un accordo ritenuto sfavorevole.
Fino alla pubblicazione del testo definitivo, le aziende con personale che si sposta tra Algeciras, La Línea e Gibilterra dovrebbero mantenere un approccio prudente nelle ritenute fiscali, rivedere l’esposizione a rischi di stabile organizzazione e prepararsi a possibili modifiche nelle modalità di accesso per i pendolari al confine — soprattutto in vista dell’entrata in vigore obbligatoria nel 2026 del Sistema di Entrata/Uscita dell’UE.
L’accordo ancora in fase di definizione — pensato per sostituire i quadri normativi dell’UE persi dopo la Brexit — riguarda la tassazione delle imprese, il coordinamento della sicurezza sociale e il trattamento dei lavoratori a distanza residenti in Spagna. Bernal ha avvertito che la mancanza di chiarezza sulle regole di ritenuta e sulle agevolazioni per la doppia imposizione sta già complicando la gestione delle buste paga per le PMI andaluse che impiegano personale nei fiorenti settori del gioco online e della fintech di Gibilterra. Temendo inoltre una “corsa al ribasso” sulla tassazione aziendale, Bernal ha sottolineato il rischio di un deflusso di investimenti dai comuni limitrofi del Campo de Gibraltar, area con il tasso di disoccupazione più alto della Spagna (28%).
Per i responsabili della mobilità internazionale, questo episodio evidenzia la zona grigia normativa che persiste dal ritiro del Regno Unito dall’UE nel 2020. I dipendenti residenti in Spagna ma con contratti a Gibilterra si trovano attualmente a dover rispettare obblighi fiscali doppi e hanno un accesso limitato ai benefici sociali spagnoli. Gli esperti fiscali sottolineano che il nuovo accordo deve chiarire quale giurisdizione detiene il diritto di tassare i redditi prodotti parzialmente in entrambi i territori e come verranno totalizzati i contributi previdenziali.
La mancata partecipazione delle autorità regionali potrebbe inoltre complicare l’attuazione dell’intesa. La Junta de Andalucía gestisce gli uffici regionali per l’impiego e i fondi per la formazione professionale, risorse utilizzate da molte aziende con sede a Gibilterra per aggiornare le competenze del personale spagnolo. Bernal ha lasciato intendere che la Junta potrebbe imporre condizioni proprie per le licenze transfrontaliere qualora Madrid firmasse un accordo ritenuto sfavorevole.
Fino alla pubblicazione del testo definitivo, le aziende con personale che si sposta tra Algeciras, La Línea e Gibilterra dovrebbero mantenere un approccio prudente nelle ritenute fiscali, rivedere l’esposizione a rischi di stabile organizzazione e prepararsi a possibili modifiche nelle modalità di accesso per i pendolari al confine — soprattutto in vista dell’entrata in vigore obbligatoria nel 2026 del Sistema di Entrata/Uscita dell’UE.
Fonte: Europa Press
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