
In una mossa a sorpresa il 7 novembre 2025, la Commissione Europea ha emanato una direttiva vincolante che ordina agli Stati membri di cessare il rilascio di visti Schengen a ingressi multipli per i cittadini russi. D’ora in poi, ogni viaggio dovrà essere coperto da un nuovo visto a ingresso singolo, permettendo ai consolati di valutare i viaggiatori caso per caso.
Per la Finlandia — il cui confine terrestre di 1.340 km con la Russia è il più lungo tra i Paesi UE — la decisione comporta conseguenze operative significative. Helsinki ha chiuso i valichi orientali alla fine del 2023, ma continua a gestire migliaia di domande di visto al mese da residenti russi che volano tramite l’aeroporto di Helsinki verso altre destinazioni europee. Le missioni finlandesi a Mosca, San Pietroburgo e Murmansk prevedono un aumento del carico di lavoro del 40-50%, poiché ogni viaggiatore abituale dovrà ottenere un nuovo visto ogni volta. Il Ministero degli Esteri ha già autorizzato straordinari per il personale consolare e sta valutando l’introduzione di un sistema di appuntamenti obbligatori per gestire le code.
I gruppi imprenditoriali hanno accolto in gran parte con favore il rafforzamento delle misure di sicurezza. La Confederazione delle Industrie Finlandesi (EK) ha sottolineato l’importanza di procedure di frontiera prevedibili, esortando il governo a destinare risorse aggiuntive per evitare ritardi che potrebbero ostacolare il commercio legittimo nel corridoio logistico nord-sud. Meno ottimisti i tour operator: l’Associazione dell’Industria Turistica Finlandese ha avvertito che i visti a ingresso singolo renderanno “economicamente irrazionali” le gite di shopping del fine settimana dei benestanti residenti di San Pietroburgo, mettendo a rischio i commercianti di Lappeenranta e Imatra.
Sul fronte politico, la ministra dell’Interno Mari Rantanen ha definito la decisione della Commissione “proporzionata” alla luce di quella che ha definito la “strumentalizzazione della migrazione” da parte della Russia. Le ONG, invece, hanno sottolineato la necessità di applicare con generosità le esenzioni per dissidenti, giornalisti indipendenti e difensori dei diritti umani. Il Servizio Immigrazione Finlandese (Migri) ha confermato che i casi umanitari e familiari restano eleggibili per visti D pluriennali secondo le norme nazionali, ma solo dopo un rigoroso controllo dei precedenti.
Sul piano pratico, i responsabili della mobilità dovrebbero avvisare i dipendenti russi e i viaggiatori d’affari frequenti che i tempi di rilascio dei visti finlandesi (e degli altri Paesi Schengen) potrebbero allungarsi nelle prossime settimane. I datori di lavoro dovrebbero prevedere giorni extra nei programmi di progetto e valutare soluzioni di lavoro a distanza quando i viaggi urgenti non sono possibili.
Per la Finlandia — il cui confine terrestre di 1.340 km con la Russia è il più lungo tra i Paesi UE — la decisione comporta conseguenze operative significative. Helsinki ha chiuso i valichi orientali alla fine del 2023, ma continua a gestire migliaia di domande di visto al mese da residenti russi che volano tramite l’aeroporto di Helsinki verso altre destinazioni europee. Le missioni finlandesi a Mosca, San Pietroburgo e Murmansk prevedono un aumento del carico di lavoro del 40-50%, poiché ogni viaggiatore abituale dovrà ottenere un nuovo visto ogni volta. Il Ministero degli Esteri ha già autorizzato straordinari per il personale consolare e sta valutando l’introduzione di un sistema di appuntamenti obbligatori per gestire le code.
I gruppi imprenditoriali hanno accolto in gran parte con favore il rafforzamento delle misure di sicurezza. La Confederazione delle Industrie Finlandesi (EK) ha sottolineato l’importanza di procedure di frontiera prevedibili, esortando il governo a destinare risorse aggiuntive per evitare ritardi che potrebbero ostacolare il commercio legittimo nel corridoio logistico nord-sud. Meno ottimisti i tour operator: l’Associazione dell’Industria Turistica Finlandese ha avvertito che i visti a ingresso singolo renderanno “economicamente irrazionali” le gite di shopping del fine settimana dei benestanti residenti di San Pietroburgo, mettendo a rischio i commercianti di Lappeenranta e Imatra.
Sul fronte politico, la ministra dell’Interno Mari Rantanen ha definito la decisione della Commissione “proporzionata” alla luce di quella che ha definito la “strumentalizzazione della migrazione” da parte della Russia. Le ONG, invece, hanno sottolineato la necessità di applicare con generosità le esenzioni per dissidenti, giornalisti indipendenti e difensori dei diritti umani. Il Servizio Immigrazione Finlandese (Migri) ha confermato che i casi umanitari e familiari restano eleggibili per visti D pluriennali secondo le norme nazionali, ma solo dopo un rigoroso controllo dei precedenti.
Sul piano pratico, i responsabili della mobilità dovrebbero avvisare i dipendenti russi e i viaggiatori d’affari frequenti che i tempi di rilascio dei visti finlandesi (e degli altri Paesi Schengen) potrebbero allungarsi nelle prossime settimane. I datori di lavoro dovrebbero prevedere giorni extra nei programmi di progetto e valutare soluzioni di lavoro a distanza quando i viaggi urgenti non sono possibili.
Fonte: Reuters / The Insider
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