
Presentando i dati di bilancio al Parlamento il 10 novembre, il Vice Ministro per la Migrazione Nikolas Ioannides ha rivelato che attualmente 175.000 cittadini di paesi terzi risiedono legalmente a Cipro, pari a circa il 19% della popolazione totale dell’isola. Questa rivelazione è stata accompagnata da dati sorprendenti: le traversate irregolari e le nuove domande di asilo sono diminuite dell’89% rispetto al 2022, un’inversione di tendenza che le autorità attribuiscono a controlli più severi alle frontiere, programmi di rimpatrio volontario potenziati e una completa digitalizzazione delle procedure per i permessi.
Dietro questi numeri si nasconde una silenziosa ristrutturazione del mercato del lavoro cipriota. La maggior parte dei titolari di permessi di lavoro è impiegata nei servizi domestici, nell’ospitalità e nell’agricoltura, mentre una quota crescente – attualmente circa 12.000 persone – lavora per aziende internazionali che operano tramite il rinomato “Business Facilitation Unit”, un canale accelerato. Da notare che i russi rappresentano ancora la più grande comunità straniera residente (40.735), seguiti da britannici, nepalesi, indiani e siriani. I team HR dovrebbero quindi rivedere i parametri salariali e le capacità di onboarding per queste nazionalità, dato che la competizione per alloggi e scuole si è intensificata nei centri urbani.
Il netto calo degli arrivi irregolari indica anche che la controversa politica di rimpatri di Cipro sta producendo effetti tangibili. Oltre 10.000 persone sono state rimpatriate nei primi dieci mesi del 2025, permettendo agli operatori dell’asilo di smaltire l’arretrato e di riassegnare il personale ai casi di rinnovo del permesso di soggiorno a lungo ritardati, un progresso accolto con favore dai datori di lavoro multinazionali preoccupati per i rischi legati alla scadenza dei permessi. La digitalizzazione ha avuto un ruolo cruciale: un sistema di prenotazione online e chioschi biometrici automatizzati hanno ridotto i tempi medi di rinnovo da 12 a 4 settimane.
Per le imprese, la lezione pratica è che un controllo più rigoroso alle frontiere non significa scarsità di talenti. Al contrario, le autorità intendono ampliare i canali di lavoro legale nei settori dell’edilizia, della sanità e dell’ICT per compensare il calo demografico. I datori di lavoro dovrebbero monitorare i prossimi avvisi sulle quote e prepararsi a controlli più severi, poiché Ioannides ha avvertito che le aziende che assumono migranti irregolari rischiano la sospensione da tutte le gare pubbliche.
A lungo termine, questi dati rafforzano le trattative di Cipro per entrare nell’area Schengen. Dimostrare il controllo dell’immigrazione irregolare è un requisito fondamentale di Schengen, e il calo dell’89% sarà un elemento chiave nei rapporti tecnici di valutazione di Bruxelles all’inizio del 2026.
Dietro questi numeri si nasconde una silenziosa ristrutturazione del mercato del lavoro cipriota. La maggior parte dei titolari di permessi di lavoro è impiegata nei servizi domestici, nell’ospitalità e nell’agricoltura, mentre una quota crescente – attualmente circa 12.000 persone – lavora per aziende internazionali che operano tramite il rinomato “Business Facilitation Unit”, un canale accelerato. Da notare che i russi rappresentano ancora la più grande comunità straniera residente (40.735), seguiti da britannici, nepalesi, indiani e siriani. I team HR dovrebbero quindi rivedere i parametri salariali e le capacità di onboarding per queste nazionalità, dato che la competizione per alloggi e scuole si è intensificata nei centri urbani.
Il netto calo degli arrivi irregolari indica anche che la controversa politica di rimpatri di Cipro sta producendo effetti tangibili. Oltre 10.000 persone sono state rimpatriate nei primi dieci mesi del 2025, permettendo agli operatori dell’asilo di smaltire l’arretrato e di riassegnare il personale ai casi di rinnovo del permesso di soggiorno a lungo ritardati, un progresso accolto con favore dai datori di lavoro multinazionali preoccupati per i rischi legati alla scadenza dei permessi. La digitalizzazione ha avuto un ruolo cruciale: un sistema di prenotazione online e chioschi biometrici automatizzati hanno ridotto i tempi medi di rinnovo da 12 a 4 settimane.
Per le imprese, la lezione pratica è che un controllo più rigoroso alle frontiere non significa scarsità di talenti. Al contrario, le autorità intendono ampliare i canali di lavoro legale nei settori dell’edilizia, della sanità e dell’ICT per compensare il calo demografico. I datori di lavoro dovrebbero monitorare i prossimi avvisi sulle quote e prepararsi a controlli più severi, poiché Ioannides ha avvertito che le aziende che assumono migranti irregolari rischiano la sospensione da tutte le gare pubbliche.
A lungo termine, questi dati rafforzano le trattative di Cipro per entrare nell’area Schengen. Dimostrare il controllo dell’immigrazione irregolare è un requisito fondamentale di Schengen, e il calo dell’89% sarà un elemento chiave nei rapporti tecnici di valutazione di Bruxelles all’inizio del 2026.
Fonte: KNews (Kathimerini Cyprus)