
Un altro segnale che Canberra intende contenere la crescita incontrollata degli studenti internazionali, rafforzando al contempo l’integrità dei visti, arriva dalla firma ieri del Ministro dell’Immigrazione Andrew Giles della Direttiva Ministeriale 115 (MD 115) – un’istruzione legalmente vincolante che riscrive le priorità per tutte le domande offshore di visto Subclass 500 (Studenti) a partire dal 14 novembre 2025.
Secondo il nuovo schema, gli operatori del Dipartimento degli Affari Interni dovranno classificare le pratiche in tre categorie, in base a quanto strettamente un’università, un college o un ente di formazione professionale (VET) rispetta le quote del Livello Nazionale di Pianificazione (NPL) 2026, stabilite all’inizio dell’anno.
I fornitori che hanno utilizzato meno dell’80% della loro quota avranno diritto alla Priorità 1, con decisioni garantite in tempi rapidi, da una a quattro settimane. Le istituzioni che si collocano tra l’80% e il 115% della loro capienza rientrano nella Priorità 2, con tempi di risposta stimati tra cinque e otto settimane. Fondamentale, qualsiasi ente che superi il 115% della propria quota NPL sarà inserito nella nuova Priorità 3, una “corsia lenta” dove le domande potrebbero restare in attesa anche per tre mesi o più.
Il governo definisce questa riforma come una “crescita gestita”. Dopo un anno in cui le domande di visto studentesco offshore sono calate del 26% e gli iscritti del 16%, il Sottosegretario all’Educazione Internazionale Julian Hill ha dichiarato ai leader del settore che la MD 115 “premia chi opera correttamente e penalizza chi punta solo al volume”.
Gli enti educativi nelle regioni australiane – molti dei quali ancora sotto la loro quota indicativa – dovrebbero beneficiare di decisioni più rapide, ottenendo così un vantaggio competitivo nel ciclo di reclutamento 2026.
Le istituzioni che attualmente puntano su grandi numeri di iscritti nei campus metropolitani si trovano davanti a scelte difficili: ridurre le offerte, investire in nuovi campus regionali o prepararsi a code più lunghe per i visti, che potrebbero scoraggiare gli studenti potenziali. Gli agenti avvertono che i tempi di attesa più lunghi per alcune università potrebbero spingere i candidati a rivolgersi a competitor in Canada o Regno Unito. I grandi fornitori stanno già pianificando scenari per le immatricolazioni di gennaio e luglio 2026, inclusa la redistribuzione degli obiettivi tra i vari campus.
Per i team di mobilità aziendale e risorse umane, la direttiva è una lama a doppio taglio. Le aziende che sponsorizzano i familiari degli studenti – ad esempio tramite lavori part-time o programmi per laureati – trarranno vantaggio se le istituzioni preferite rientrano nella Priorità 1. Al contrario, i datori di lavoro che dipendono da talenti provenienti da università sovraccariche potrebbero vedere slittare i tempi di inserimento. Le multinazionali con programmi di assunzione di laureati in Australia dovrebbero quindi mappare le loro istituzioni di riferimento secondo il nuovo sistema di corsie e adeguare di conseguenza stage e date di inizio.
In sintesi, la MD 115 consolida una direzione politica che pone un tetto al numero totale di studenti internazionali, allinea la crescita alla capacità abitativa e incentiva l’iscrizione nelle regioni. Pur senza modificare i criteri di base per il visto, il nuovo meccanismo di coda rivoluzionerà i modelli di reclutamento – e di conseguenza i futuri flussi di migrazione qualificata – per gli anni a venire.
Secondo il nuovo schema, gli operatori del Dipartimento degli Affari Interni dovranno classificare le pratiche in tre categorie, in base a quanto strettamente un’università, un college o un ente di formazione professionale (VET) rispetta le quote del Livello Nazionale di Pianificazione (NPL) 2026, stabilite all’inizio dell’anno.
I fornitori che hanno utilizzato meno dell’80% della loro quota avranno diritto alla Priorità 1, con decisioni garantite in tempi rapidi, da una a quattro settimane. Le istituzioni che si collocano tra l’80% e il 115% della loro capienza rientrano nella Priorità 2, con tempi di risposta stimati tra cinque e otto settimane. Fondamentale, qualsiasi ente che superi il 115% della propria quota NPL sarà inserito nella nuova Priorità 3, una “corsia lenta” dove le domande potrebbero restare in attesa anche per tre mesi o più.
Il governo definisce questa riforma come una “crescita gestita”. Dopo un anno in cui le domande di visto studentesco offshore sono calate del 26% e gli iscritti del 16%, il Sottosegretario all’Educazione Internazionale Julian Hill ha dichiarato ai leader del settore che la MD 115 “premia chi opera correttamente e penalizza chi punta solo al volume”.
Gli enti educativi nelle regioni australiane – molti dei quali ancora sotto la loro quota indicativa – dovrebbero beneficiare di decisioni più rapide, ottenendo così un vantaggio competitivo nel ciclo di reclutamento 2026.
Le istituzioni che attualmente puntano su grandi numeri di iscritti nei campus metropolitani si trovano davanti a scelte difficili: ridurre le offerte, investire in nuovi campus regionali o prepararsi a code più lunghe per i visti, che potrebbero scoraggiare gli studenti potenziali. Gli agenti avvertono che i tempi di attesa più lunghi per alcune università potrebbero spingere i candidati a rivolgersi a competitor in Canada o Regno Unito. I grandi fornitori stanno già pianificando scenari per le immatricolazioni di gennaio e luglio 2026, inclusa la redistribuzione degli obiettivi tra i vari campus.
Per i team di mobilità aziendale e risorse umane, la direttiva è una lama a doppio taglio. Le aziende che sponsorizzano i familiari degli studenti – ad esempio tramite lavori part-time o programmi per laureati – trarranno vantaggio se le istituzioni preferite rientrano nella Priorità 1. Al contrario, i datori di lavoro che dipendono da talenti provenienti da università sovraccariche potrebbero vedere slittare i tempi di inserimento. Le multinazionali con programmi di assunzione di laureati in Australia dovrebbero quindi mappare le loro istituzioni di riferimento secondo il nuovo sistema di corsie e adeguare di conseguenza stage e date di inizio.
In sintesi, la MD 115 consolida una direzione politica che pone un tetto al numero totale di studenti internazionali, allinea la crescita alla capacità abitativa e incentiva l’iscrizione nelle regioni. Pur senza modificare i criteri di base per il visto, il nuovo meccanismo di coda rivoluzionerà i modelli di reclutamento – e di conseguenza i futuri flussi di migrazione qualificata – per gli anni a venire.
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