
Pechino ha agito con decisione per mantenere l’impulso generato dagli esperimenti di esenzione dal visto 2024-25. Il 14 novembre il Ministero degli Affari Esteri ha confermato che il programma cinese di ingresso senza visto, inizialmente previsto fino al 31 dicembre 2025, sarà esteso fino al 31 dicembre 2026. Contestualmente, la Svezia diventa il 46° paese nella lista privilegiata, con i suoi cittadini autorizzati a soggiorni senza visto di 30 giorni per affari, turismo, visite familiari o transito a partire dal 10 novembre 2025.
Questa estensione consolida un progetto pilota iniziato appena due anni fa con 13 nazioni europee, che si è progressivamente ampliato includendo gran parte dell’Europa continentale, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Corea del Sud, diversi stati sudamericani e quattro paesi del Golfo. Al momento restano esclusi Stati Uniti, Canada e Regno Unito, ancora soggetti ai requisiti standard per il visto, ma le autorità cinesi lasciano intendere che esenzioni reciproche potrebbero essere valutate se le condizioni politiche migliorassero.
Per i team di mobilità aziendale, questi ulteriori 12 mesi trasformano un vantaggio tattico in uno strumento di pianificazione strategica. Le multinazionali possono programmare conferenze, avvii di progetti e assegnazioni rotative per il 2026 senza l’incertezza e i costi legati ai visti multipli di tipo M. Anche i dipartimenti HR potranno rivedere i modelli di assegnazioni a breve termine basati su ingressi frequenti con la regola dei 30 giorni, ora garantita fino al 2027.
Le piattaforme di travel-tech hanno già registrato un’impennata: Trip.com segnala un aumento del 180% nelle ricerche di “viaggi in Cina senza visto” in Germania, Francia e Spagna dopo l’annuncio. Le compagnie aeree rispondono di conseguenza: Finnair prevede di riprendere i voli Helsinki-Xi’an a marzo 2026, mentre Qantas sta valutando frequenze aggiuntive per Shanghai non appena saranno disponibili gli aeromobili.
Tuttavia, le aziende devono ricordare che l’esenzione copre solo soggiorni inferiori a 30 giorni e si limita rigorosamente agli scopi consentiti. Attività lavorative che richiedono un permesso di tipo Z o soggiorni più lunghi necessitano ancora di autorizzazioni complete per l’immigrazione. I team di compliance devono inoltre monitorare i giorni cumulativi trascorsi in Cina per evitare di superare le soglie di residenza fiscale individuale.
Questa estensione consolida un progetto pilota iniziato appena due anni fa con 13 nazioni europee, che si è progressivamente ampliato includendo gran parte dell’Europa continentale, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Corea del Sud, diversi stati sudamericani e quattro paesi del Golfo. Al momento restano esclusi Stati Uniti, Canada e Regno Unito, ancora soggetti ai requisiti standard per il visto, ma le autorità cinesi lasciano intendere che esenzioni reciproche potrebbero essere valutate se le condizioni politiche migliorassero.
Per i team di mobilità aziendale, questi ulteriori 12 mesi trasformano un vantaggio tattico in uno strumento di pianificazione strategica. Le multinazionali possono programmare conferenze, avvii di progetti e assegnazioni rotative per il 2026 senza l’incertezza e i costi legati ai visti multipli di tipo M. Anche i dipartimenti HR potranno rivedere i modelli di assegnazioni a breve termine basati su ingressi frequenti con la regola dei 30 giorni, ora garantita fino al 2027.
Le piattaforme di travel-tech hanno già registrato un’impennata: Trip.com segnala un aumento del 180% nelle ricerche di “viaggi in Cina senza visto” in Germania, Francia e Spagna dopo l’annuncio. Le compagnie aeree rispondono di conseguenza: Finnair prevede di riprendere i voli Helsinki-Xi’an a marzo 2026, mentre Qantas sta valutando frequenze aggiuntive per Shanghai non appena saranno disponibili gli aeromobili.
Tuttavia, le aziende devono ricordare che l’esenzione copre solo soggiorni inferiori a 30 giorni e si limita rigorosamente agli scopi consentiti. Attività lavorative che richiedono un permesso di tipo Z o soggiorni più lunghi necessitano ancora di autorizzazioni complete per l’immigrazione. I team di compliance devono inoltre monitorare i giorni cumulativi trascorsi in Cina per evitare di superare le soglie di residenza fiscale individuale.
Fonte: Clark Hill Immigration Alert