
Intervenendo al Süddeutsche Zeitung Economic Summit a Berlino il 17 novembre 2025, il cancelliere Friedrich Merz ha dichiarato che la Germania è diventata «troppo lenta e troppo burocratica» e ha annunciato piani per una piattaforma completamente digitale in cui i lavoratori qualificati internazionali potranno «registrarsi una sola volta e gestire l’intero processo di immigrazione».
Sebbene i dettagli siano ancora in fase di definizione, fonti dei ministeri dell’Interno e del Lavoro confermano che il portale integrerà il rilascio federale dei visti, il riconoscimento delle qualifiche e i permessi di soggiorno rilasciati dagli uffici stranieri locali in un unico flusso di lavoro, utilizzando i dati già acquisiti dal Portale dei Servizi Consolari del Ministero degli Esteri. I datori di lavoro potranno caricare i contratti e monitorare lo stato delle pratiche in tempo reale, funzionalità da tempo richieste dai team HR multinazionali.
Merz ha inquadrato il progetto come parte di un’agenda per la competitività, avvertendo che la Germania rischia di perdere la corsa globale ai talenti se persistono procedure cartacee e sistemi IT locali frammentati. Ha collegato la digitalizzazione dell’immigrazione a iniziative più ampie per ridurre la burocrazia nella costituzione di imprese, nei permessi energetici e nei crediti d’imposta per ricerca e sviluppo.
Per i responsabili della mobilità aziendale l’annuncio è rilevante: una volta operativo, il portale potrebbe ridurre i tempi di gestione da diversi mesi a poche settimane, abbattere i costi di corriere e garantire tracciabilità per la conformità normativa. Tuttavia, gli esperti di protezione dei dati avvertono che armonizzare gli uffici immigrazione a livello statale richiederà solide misure di gestione dell’identità e sicurezza informatica.
Il cancelliere non ha indicato una data di lancio, ma fonti interne suggeriscono un avvio graduale a partire dalla fine del 2026, iniziando con i visti per professioni in carenza e le Blue Card. I datori di lavoro sono invitati a partecipare fin da subito alle consultazioni con le parti interessate per assicurare che il sistema rispecchi i flussi di lavoro reali delle assegnazioni internazionali.
Sebbene i dettagli siano ancora in fase di definizione, fonti dei ministeri dell’Interno e del Lavoro confermano che il portale integrerà il rilascio federale dei visti, il riconoscimento delle qualifiche e i permessi di soggiorno rilasciati dagli uffici stranieri locali in un unico flusso di lavoro, utilizzando i dati già acquisiti dal Portale dei Servizi Consolari del Ministero degli Esteri. I datori di lavoro potranno caricare i contratti e monitorare lo stato delle pratiche in tempo reale, funzionalità da tempo richieste dai team HR multinazionali.
Merz ha inquadrato il progetto come parte di un’agenda per la competitività, avvertendo che la Germania rischia di perdere la corsa globale ai talenti se persistono procedure cartacee e sistemi IT locali frammentati. Ha collegato la digitalizzazione dell’immigrazione a iniziative più ampie per ridurre la burocrazia nella costituzione di imprese, nei permessi energetici e nei crediti d’imposta per ricerca e sviluppo.
Per i responsabili della mobilità aziendale l’annuncio è rilevante: una volta operativo, il portale potrebbe ridurre i tempi di gestione da diversi mesi a poche settimane, abbattere i costi di corriere e garantire tracciabilità per la conformità normativa. Tuttavia, gli esperti di protezione dei dati avvertono che armonizzare gli uffici immigrazione a livello statale richiederà solide misure di gestione dell’identità e sicurezza informatica.
Il cancelliere non ha indicato una data di lancio, ma fonti interne suggeriscono un avvio graduale a partire dalla fine del 2026, iniziando con i visti per professioni in carenza e le Blue Card. I datori di lavoro sono invitati a partecipare fin da subito alle consultazioni con le parti interessate per assicurare che il sistema rispecchi i flussi di lavoro reali delle assegnazioni internazionali.
Fonte: Süddeutsche Zeitung
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