
Il Consiglio dell'Unione Europea ha dato il via libera definitivo il 17 novembre 2025 alla revisione del meccanismo di sospensione senza visto dell’Unione. Il regolamento consente a qualsiasi Stato membro Schengen – inclusa la Germania – di reintrodurre temporaneamente l’obbligo di visto per soggiorni brevi ai cittadini di paesi terzi in modo molto più rapido rispetto al passato.
Secondo le nuove regole, la soglia statistica che definisce un “aumento significativo” degli indicatori di migrazione irregolare (ingressi negati, soggiorni oltre il permesso, richieste di asilo o reati gravi) scende dal 50% al 30%. La sospensione iniziale può ora durare 12 mesi (prima 9) e essere prorogata fino a ulteriori 24 mesi. Importante, il Consiglio ha introdotto nuovi criteri legati a preoccupazioni geopolitiche e di sicurezza: mancato allineamento con la politica dei visti UE, funzionamento di schemi di “passaporto d’oro” e grave deterioramento delle relazioni o degli standard sui diritti umani nel paese terzo. In caso di problemi persistenti, la Commissione potrà proporre la revoca permanente dell’esenzione dal visto.
Per le aziende tedesche che dipendono da frequenti visite brevi di partner e clienti provenienti da paesi esenti da visto, la novità aumenta il rischio nella pianificazione dei viaggi. La nazionalità di un partner potrebbe improvvisamente passare da esente a obbligata al visto nel giro di poche settimane, costringendo i viaggiatori a ottenere un visto Schengen di tipo C tramite i consolati tedeschi, con tempi aggiuntivi per dati biometrici e appuntamenti. I team di mobilità dovranno quindi monitorare più attentamente i rapporti della Commissione e prevedere margini di tempo extra nelle approvazioni dei viaggi.
Il nuovo regolamento introduce anche un’opzione di “sospensione mirata”. Invece di sospendere lo status senza visto per un’intera popolazione, l’UE potrà limitare la misura ai titolari di cittadinanza per investimento o a specifiche serie di passaporti. Questa distinzione sarà rilevante per gli agenti di frontiera tedeschi negli aeroporti di Francoforte e Monaco, che dovranno controllare i passaporti rispetto a liste di esenzione più dettagliate.
Prossimi passi: il regolamento entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (prevista per inizio dicembre). I team di gestione del rischio viaggi dovranno informare i dirigenti che l’accesso senza visto in Germania non potrà più essere dato per scontato, soprattutto per i cittadini degli Stati dei Balcani occidentali e dei Caraibi già sotto osservazione della Commissione.
Secondo le nuove regole, la soglia statistica che definisce un “aumento significativo” degli indicatori di migrazione irregolare (ingressi negati, soggiorni oltre il permesso, richieste di asilo o reati gravi) scende dal 50% al 30%. La sospensione iniziale può ora durare 12 mesi (prima 9) e essere prorogata fino a ulteriori 24 mesi. Importante, il Consiglio ha introdotto nuovi criteri legati a preoccupazioni geopolitiche e di sicurezza: mancato allineamento con la politica dei visti UE, funzionamento di schemi di “passaporto d’oro” e grave deterioramento delle relazioni o degli standard sui diritti umani nel paese terzo. In caso di problemi persistenti, la Commissione potrà proporre la revoca permanente dell’esenzione dal visto.
Per le aziende tedesche che dipendono da frequenti visite brevi di partner e clienti provenienti da paesi esenti da visto, la novità aumenta il rischio nella pianificazione dei viaggi. La nazionalità di un partner potrebbe improvvisamente passare da esente a obbligata al visto nel giro di poche settimane, costringendo i viaggiatori a ottenere un visto Schengen di tipo C tramite i consolati tedeschi, con tempi aggiuntivi per dati biometrici e appuntamenti. I team di mobilità dovranno quindi monitorare più attentamente i rapporti della Commissione e prevedere margini di tempo extra nelle approvazioni dei viaggi.
Il nuovo regolamento introduce anche un’opzione di “sospensione mirata”. Invece di sospendere lo status senza visto per un’intera popolazione, l’UE potrà limitare la misura ai titolari di cittadinanza per investimento o a specifiche serie di passaporti. Questa distinzione sarà rilevante per gli agenti di frontiera tedeschi negli aeroporti di Francoforte e Monaco, che dovranno controllare i passaporti rispetto a liste di esenzione più dettagliate.
Prossimi passi: il regolamento entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (prevista per inizio dicembre). I team di gestione del rischio viaggi dovranno informare i dirigenti che l’accesso senza visto in Germania non potrà più essere dato per scontato, soprattutto per i cittadini degli Stati dei Balcani occidentali e dei Caraibi già sotto osservazione della Commissione.