
Il partito Reform UK di Nigel Farage ha presentato un pacchetto di misure clamorose che escluderebbero i cittadini UE — compresi quelli con status di residenza permanente — dal diritto al credito universale e quasi triplicherebbero il contributo sanitario per l’immigrazione (IHS), portandolo a 2.718 sterline all’anno. Le proposte, illustrate il 17 novembre in vista del Budget della prossima settimana, sono presentate come una misura di risparmio da 25 miliardi di sterline per evitare aumenti delle tasse interne.
Secondo il piano, tutti i non cittadini perderebbero l’accesso alla maggior parte dei sussidi sociali dopo tre mesi dall’entrata in vigore. L’aiuto estero verrebbe ridotto del 90% e ogni straniero condannato per reati verrebbe espulso al termine della pena — una politica che Reform sostiene possa far risparmiare 580 milioni di sterline. Gli economisti hanno già messo in dubbio i calcoli, evidenziando possibili ritorsioni nell’ambito del trattato commerciale post-Brexit e costi amministrativi elevati per le espulsioni di massa.
Dal punto di vista della mobilità, la misura più impattante è l’aumento dell’IHS. Con 2.718 sterline per adulto e 2.036 per bambino (presumendo che i familiari mantengano lo sconto attuale), una famiglia di quattro persone con un visto Skilled Worker quinquennale dovrebbe affrontare un costo sanitario anticipato superiore a 46.000 sterline — senza contare le tasse per il visto. Questo spingerebbe i costi totali di sponsorizzazione ben oltre la maggior parte degli stipendi medi, costringendo i datori di lavoro a riconsiderare le assegnazioni nel Regno Unito o a farsi carico direttamente della spesa.
Sebbene Reform non abbia attualmente seggi in Parlamento, i sondaggi mostrano che il partito sta sottraendo consensi sia a Labour che ai Conservatori. La sua agenda sta influenzando il dibattito più ampio: i ministri hanno già aumentato le tasse sui visti del 7% quest’anno e ulteriori incrementi ora sembrano più facili da giustificare politicamente. I team di mobilità dovrebbero pianificare scenari per eventuali discussioni su una maggiore condivisione dei costi con gli assegnati e monitorare se i partiti principali adotteranno meccanismi simili per finanziare il NHS.
Secondo il piano, tutti i non cittadini perderebbero l’accesso alla maggior parte dei sussidi sociali dopo tre mesi dall’entrata in vigore. L’aiuto estero verrebbe ridotto del 90% e ogni straniero condannato per reati verrebbe espulso al termine della pena — una politica che Reform sostiene possa far risparmiare 580 milioni di sterline. Gli economisti hanno già messo in dubbio i calcoli, evidenziando possibili ritorsioni nell’ambito del trattato commerciale post-Brexit e costi amministrativi elevati per le espulsioni di massa.
Dal punto di vista della mobilità, la misura più impattante è l’aumento dell’IHS. Con 2.718 sterline per adulto e 2.036 per bambino (presumendo che i familiari mantengano lo sconto attuale), una famiglia di quattro persone con un visto Skilled Worker quinquennale dovrebbe affrontare un costo sanitario anticipato superiore a 46.000 sterline — senza contare le tasse per il visto. Questo spingerebbe i costi totali di sponsorizzazione ben oltre la maggior parte degli stipendi medi, costringendo i datori di lavoro a riconsiderare le assegnazioni nel Regno Unito o a farsi carico direttamente della spesa.
Sebbene Reform non abbia attualmente seggi in Parlamento, i sondaggi mostrano che il partito sta sottraendo consensi sia a Labour che ai Conservatori. La sua agenda sta influenzando il dibattito più ampio: i ministri hanno già aumentato le tasse sui visti del 7% quest’anno e ulteriori incrementi ora sembrano più facili da giustificare politicamente. I team di mobilità dovrebbero pianificare scenari per eventuali discussioni su una maggiore condivisione dei costi con gli assegnati e monitorare se i partiti principali adotteranno meccanismi simili per finanziare il NHS.
Fonte: The Guardian
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