
La lunga vicenda canadese sul First-Generation Limit (FGL) relativo alla cittadinanza per discendenza ha ricevuto una nuova proroga. Il 18 novembre 2025, la Corte Superiore di Giustizia dell’Ontario ha concesso a Ottawa un’estensione di due mesi—fino al 20 gennaio 2026—per l’approvazione del disegno di legge C-3, che eliminerà il FGL dichiarato incostituzionale nel dicembre 2023.
Introdotto nel 2009, il FGL impedisce ai cittadini canadesi nati all’estero di trasmettere automaticamente la cittadinanza ai propri figli nati all’estero. In un’economia globale dove i dirigenti accettano spesso incarichi in più paesi, questa norma ha complicato la mobilità delle famiglie con doppia carriera, costringendo alcune a ricorrere a visti temporanei per i figli. Il disegno di legge C-3 ha già superato tre letture alla Camera dei Comuni e due al Senato, ma è ancora in fase di esame da parte delle commissioni.
Il giudice Akbarali ha evidenziato “progressi significativi” e ha persino ipotizzato che l’Assenso Reale possa arrivare prima della nuova scadenza di gennaio. Le misure temporanee introdotte a marzo 2025 restano in vigore, consentendo alle famiglie interessate di richiedere concessioni discrezionali di cittadinanza dimostrando un “legame sostanziale” con il Canada. Le aziende che ruotano il personale a livello internazionale stanno già utilizzando queste misure per ottenere passaporti canadesi per i figli nati durante le missioni.
Se approvato, il disegno di legge C-3 garantirà la cittadinanza automatica ai figli di seconda generazione nati all’estero, a condizione che il genitore canadese soddisfi i requisiti di residenza o di legame con il Paese, ancora in fase di definizione. Gli esperti di immigrazione prevedono un aumento delle domande—decine di migliaia, non centinaia di migliaia, secondo il Ministro dell’Immigrazione Diab—che potrebbe aggravare ulteriormente l’arretrato del 21% degli uffici IRCC dedicati alla cittadinanza.
Consiglio pratico: i dipendenti canadesi con figli nati all’estero e una mobilità internazionale dovrebbero monitorare il calendario legislativo e preparare fin da ora la documentazione (prova della cittadinanza del genitore, evidenze di residenza) per presentare la domanda non appena la legge entrerà in vigore. Anche i datori di lavoro potrebbero dover aggiornare le politiche di trasferimento per coprire i costi delle domande di cittadinanza, finora a carico delle famiglie.
Introdotto nel 2009, il FGL impedisce ai cittadini canadesi nati all’estero di trasmettere automaticamente la cittadinanza ai propri figli nati all’estero. In un’economia globale dove i dirigenti accettano spesso incarichi in più paesi, questa norma ha complicato la mobilità delle famiglie con doppia carriera, costringendo alcune a ricorrere a visti temporanei per i figli. Il disegno di legge C-3 ha già superato tre letture alla Camera dei Comuni e due al Senato, ma è ancora in fase di esame da parte delle commissioni.
Il giudice Akbarali ha evidenziato “progressi significativi” e ha persino ipotizzato che l’Assenso Reale possa arrivare prima della nuova scadenza di gennaio. Le misure temporanee introdotte a marzo 2025 restano in vigore, consentendo alle famiglie interessate di richiedere concessioni discrezionali di cittadinanza dimostrando un “legame sostanziale” con il Canada. Le aziende che ruotano il personale a livello internazionale stanno già utilizzando queste misure per ottenere passaporti canadesi per i figli nati durante le missioni.
Se approvato, il disegno di legge C-3 garantirà la cittadinanza automatica ai figli di seconda generazione nati all’estero, a condizione che il genitore canadese soddisfi i requisiti di residenza o di legame con il Paese, ancora in fase di definizione. Gli esperti di immigrazione prevedono un aumento delle domande—decine di migliaia, non centinaia di migliaia, secondo il Ministro dell’Immigrazione Diab—che potrebbe aggravare ulteriormente l’arretrato del 21% degli uffici IRCC dedicati alla cittadinanza.
Consiglio pratico: i dipendenti canadesi con figli nati all’estero e una mobilità internazionale dovrebbero monitorare il calendario legislativo e preparare fin da ora la documentazione (prova della cittadinanza del genitore, evidenze di residenza) per presentare la domanda non appena la legge entrerà in vigore. Anche i datori di lavoro potrebbero dover aggiornare le politiche di trasferimento per coprire i costi delle domande di cittadinanza, finora a carico delle famiglie.
Fonte: CIC News
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