
Aer Lingus ha avviato un processo di consultazione collettiva che potrebbe portare alla chiusura della sua base per voli a lungo raggio all’aeroporto di Manchester, mettendo a rischio oltre 200 posti di lavoro tra personale di cabina e addetti a terra, a meno di quattro anni dal lancio dell’operazione da parte della compagnia di bandiera irlandese.
In un promemoria ai dipendenti del 17 novembre, la compagnia ha spiegato che le rotte transatlantiche del ramo britannico verso New York, Orlando e Barbados “continuano a registrare performance inferiori” rispetto ai voli in partenza da Dublino, e che gli scioperi prolungati del personale — scatenati da una disputa sulle differenze salariali con i colleghi basati a Dublino — hanno ulteriormente compromesso la redditività.
La direzione sta valutando “tutte le opzioni”, incluso il possibile rientro di due Airbus A330-300 a Dublino la prossima estate. Ai piloti distaccati dall’Irlanda sarà offerta la possibilità di rientrare, mentre il personale di cabina e gli agenti aeroportuali assunti a Manchester rischiano il licenziamento in caso di chiusura della base. Unite the Union ha accusato l’azienda di ostacolare i sindacati, sostenendo che Aer Lingus abbia impiegato equipaggi di Dublino per spezzare gli scioperi recenti.
Per i viaggiatori d’affari irlandesi, questa decisione ridurrebbe la capacità di collegamento tra il nord-ovest dell’Inghilterra e gli Stati Uniti proprio all’inizio della stagione natalizia, con il rischio di dirottare i passeggeri attraverso Dublino o Heathrow. Le agenzie di gestione viaggi stanno consigliando ai clienti corporate con attività nella regione del Northern Powerhouse di prenotare i posti con anticipo e di prevedere tempi di connessione più lunghi via Irlanda.
Il periodo di consultazione durerà almeno 45 giorni. In caso di conferma della chiusura, Aer Lingus dovrà ottenere l’approvazione della UK Civil Aviation Authority per riallocare gli A330 sulla rete IAG, ma fonti interne indicano che la domanda più redditizia sull’Atlantico Nord in partenza da Dublino rende molto probabile il rientro degli aerei.
In un promemoria ai dipendenti del 17 novembre, la compagnia ha spiegato che le rotte transatlantiche del ramo britannico verso New York, Orlando e Barbados “continuano a registrare performance inferiori” rispetto ai voli in partenza da Dublino, e che gli scioperi prolungati del personale — scatenati da una disputa sulle differenze salariali con i colleghi basati a Dublino — hanno ulteriormente compromesso la redditività.
La direzione sta valutando “tutte le opzioni”, incluso il possibile rientro di due Airbus A330-300 a Dublino la prossima estate. Ai piloti distaccati dall’Irlanda sarà offerta la possibilità di rientrare, mentre il personale di cabina e gli agenti aeroportuali assunti a Manchester rischiano il licenziamento in caso di chiusura della base. Unite the Union ha accusato l’azienda di ostacolare i sindacati, sostenendo che Aer Lingus abbia impiegato equipaggi di Dublino per spezzare gli scioperi recenti.
Per i viaggiatori d’affari irlandesi, questa decisione ridurrebbe la capacità di collegamento tra il nord-ovest dell’Inghilterra e gli Stati Uniti proprio all’inizio della stagione natalizia, con il rischio di dirottare i passeggeri attraverso Dublino o Heathrow. Le agenzie di gestione viaggi stanno consigliando ai clienti corporate con attività nella regione del Northern Powerhouse di prenotare i posti con anticipo e di prevedere tempi di connessione più lunghi via Irlanda.
Il periodo di consultazione durerà almeno 45 giorni. In caso di conferma della chiusura, Aer Lingus dovrà ottenere l’approvazione della UK Civil Aviation Authority per riallocare gli A330 sulla rete IAG, ma fonti interne indicano che la domanda più redditizia sull’Atlantico Nord in partenza da Dublino rende molto probabile il rientro degli aerei.
Fonte: Aviation A2Z
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