
Il servizio di soccorso marittimo spagnolo Salvamento Marítimo ha riferito la sera del 27 novembre che 487 persone sono state portate a terra nelle Isole Canarie in un arco di 24 ore, il numero più alto di arrivi giornalieri da agosto. Tre cayucos di legno sovraccarichi sono stati intercettati vicino a El Hierro e Tenerife; tra i passeggeri c’erano 54 donne e 18 bambini, per lo più provenienti da Senegal, Mali e Gambia, secondo le prime interviste della polizia.
Sebbene gli arrivi irregolari totali alle Canarie siano diminuiti del 63% su base annua, grazie soprattutto a pattugliamenti rafforzati al largo della Mauritania e operazioni congiunte UE-Marocco, l’episodio evidenzia la continua instabilità di questa rotta. Il picco stagionale coincide con mari più calmi in inverno e controlli più severi in Italia nel Mediterraneo centrale, spingendo i trafficanti verso ovest. Il Ministero dell’Interno segnala che finora nel 2025 sono sbarcati nell’arcipelago 14.690 migranti, rispetto ai quasi 40.000 dello stesso periodo dell’anno scorso.
Per il settore spagnolo della mobilità globale e del reinsediamento l’evento ha due impatti immediati. In primo luogo, i centri di accoglienza regionali di El Hierro e Tenerife stanno nuovamente raggiungendo la capacità massima, rallentando i trasferimenti interni che liberano posti per i casi umanitari in arrivo nei porti della terraferma. I consulenti aziendali per l’immigrazione avvertono che i tempi di elaborazione per i permessi di lavoro e ricongiungimento familiare non UE potrebbero allungarsi, poiché gli uffici di extranjería stanno destinando personale alle registrazioni per l’asilo. In secondo luogo, i viaggiatori d’affari diretti alle isole, soprattutto quelli impiegati nel turismo e nell’edilizia, potrebbero incorrere in controlli di polizia improvvisi e congestione nei porti a causa dell’aumento delle misure di sicurezza.
Il governo assicura di avere margini di manovra: un nuovo centro di accoglienza da 1.000 posti è stato inaugurato a Las Palmas il mese scorso e l’Agenzia UE per l’Asilo (EUAA) sta inviando operatori aggiuntivi fino a fine anno. Tuttavia, le ONG avvertono che le ondate ripetute mettono sotto pressione la capacità di screening medico e rischiano di rallentare i voli di rimpatrio volontario e reinsediamento. Si consiglia ai datori di lavoro con personale assegnato alle Canarie di rivedere i protocolli di assistenza, poiché l’attenzione umanitaria potrebbe distogliere risorse di emergenza locali.
Sul lungo termine, la strategia di Madrid si basa sul Patto UE su Migrazione e Asilo, che prevede procedure di frontiera più rapide e reinsediamenti solidali all’interno del blocco. Ma con il patto ancora in attesa di approvazione definitiva al Parlamento europeo, i governi regionali temono un nuovo blocco simile a quello del 2020. Per ora, il Ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha ordinato alla Guardia Civil di mantenere la sorveglianza aerea e ha chiesto a Frontex un ulteriore velivolo di pattuglia fino a marzo 2026.
Sebbene gli arrivi irregolari totali alle Canarie siano diminuiti del 63% su base annua, grazie soprattutto a pattugliamenti rafforzati al largo della Mauritania e operazioni congiunte UE-Marocco, l’episodio evidenzia la continua instabilità di questa rotta. Il picco stagionale coincide con mari più calmi in inverno e controlli più severi in Italia nel Mediterraneo centrale, spingendo i trafficanti verso ovest. Il Ministero dell’Interno segnala che finora nel 2025 sono sbarcati nell’arcipelago 14.690 migranti, rispetto ai quasi 40.000 dello stesso periodo dell’anno scorso.
Per il settore spagnolo della mobilità globale e del reinsediamento l’evento ha due impatti immediati. In primo luogo, i centri di accoglienza regionali di El Hierro e Tenerife stanno nuovamente raggiungendo la capacità massima, rallentando i trasferimenti interni che liberano posti per i casi umanitari in arrivo nei porti della terraferma. I consulenti aziendali per l’immigrazione avvertono che i tempi di elaborazione per i permessi di lavoro e ricongiungimento familiare non UE potrebbero allungarsi, poiché gli uffici di extranjería stanno destinando personale alle registrazioni per l’asilo. In secondo luogo, i viaggiatori d’affari diretti alle isole, soprattutto quelli impiegati nel turismo e nell’edilizia, potrebbero incorrere in controlli di polizia improvvisi e congestione nei porti a causa dell’aumento delle misure di sicurezza.
Il governo assicura di avere margini di manovra: un nuovo centro di accoglienza da 1.000 posti è stato inaugurato a Las Palmas il mese scorso e l’Agenzia UE per l’Asilo (EUAA) sta inviando operatori aggiuntivi fino a fine anno. Tuttavia, le ONG avvertono che le ondate ripetute mettono sotto pressione la capacità di screening medico e rischiano di rallentare i voli di rimpatrio volontario e reinsediamento. Si consiglia ai datori di lavoro con personale assegnato alle Canarie di rivedere i protocolli di assistenza, poiché l’attenzione umanitaria potrebbe distogliere risorse di emergenza locali.
Sul lungo termine, la strategia di Madrid si basa sul Patto UE su Migrazione e Asilo, che prevede procedure di frontiera più rapide e reinsediamenti solidali all’interno del blocco. Ma con il patto ancora in attesa di approvazione definitiva al Parlamento europeo, i governi regionali temono un nuovo blocco simile a quello del 2020. Per ora, il Ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha ordinato alla Guardia Civil di mantenere la sorveglianza aerea e ha chiesto a Frontex un ulteriore velivolo di pattuglia fino a marzo 2026.
Fonte: Sur in English
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