
In un post notturno non annunciato del 28 novembre, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha promesso di imporre una "pausa permanente" sull'immigrazione da presunti "Paesi del Terzo Mondo"—una formulazione che ha subito suscitato preoccupazioni tra i professionisti indiani della mobilità internazionale. Sebbene l’India non sia stata nominata esplicitamente, gli avvocati sottolineano che la lista dei divieti di viaggio dell’amministrazione, aggiornata a giugno 2025, già include 19 paesi e potrebbe facilmente essere ampliata.
La Casa Bianca non ha fornito dettagli su quali nazioni rientrino in questo termine generico né su come verranno gestiti i visti esistenti, ma il presidente ha ordinato ai Servizi per la Cittadinanza e l’Immigrazione degli Stati Uniti (USCIS) di “rivalutare ogni green card per ogni straniero proveniente da ogni paese di interesse”. Gli avvocati dell’immigrazione a Nuova Delhi prevedono un aumento delle richieste di documentazione integrativa e controlli di sicurezza più rigorosi per gli indiani nelle categorie H-1B, L-1 e EB, richiamando l’esperienza del divieto di viaggio del 2017.
I colossi indiani dell’IT e della consulenza—che insieme detengono oltre 180.000 approvazioni H-1B—affrontano due rischi immediati. Primo, i dipendenti attualmente negli USA ma con programmi di rientro in patria potrebbero restare bloccati se i rinnovi dei visti venissero sospesi. Secondo, le procedure in corso per le green card potrebbero subire ritardi indefiniti, aumentando il rischio di perdita di talenti a favore di destinazioni concorrenti come il Canada. I team legali aziendali stanno già consigliando al personale in loco di posticipare viaggi non essenziali fino alla pubblicazione di linee guida ufficiali da parte del Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS).
Anche i flussi di immigrazione basati sulla famiglia sono a rischio. Coniugi e figli in attesa di elaborazione consolare in India potrebbero vedere cancellati gli appuntamenti con breve preavviso, prolungando le separazioni. Gli agenti educativi temono che un clima di incertezza possa ridurre le iscrizioni per la sessione primaverile 2026, un gruppo già penalizzato da un tasso record di rifiuto dei permessi di studio in Canada pari al 74% quest’anno.
Gli esperti osservano che la proclamazione sarà quasi certamente oggetto di contestazioni legali e che il Congresso potrebbe intervenire se settori chiave lamentassero carenze di talenti. Tuttavia, l’annuncio—presentato in termini di sicurezza nazionale dopo una sparatoria a Washington, DC—aggiunge un’ulteriore variabile per le aziende indiane che gestiscono pipeline di mobilità globale. Le azioni immediate includono la revisione dei calendari di viaggio degli assegnati, l’accelerazione della raccolta documentale per le petizioni in corso e l’aggiornamento delle comunicazioni sui rischi verso i vertici aziendali.
La Casa Bianca non ha fornito dettagli su quali nazioni rientrino in questo termine generico né su come verranno gestiti i visti esistenti, ma il presidente ha ordinato ai Servizi per la Cittadinanza e l’Immigrazione degli Stati Uniti (USCIS) di “rivalutare ogni green card per ogni straniero proveniente da ogni paese di interesse”. Gli avvocati dell’immigrazione a Nuova Delhi prevedono un aumento delle richieste di documentazione integrativa e controlli di sicurezza più rigorosi per gli indiani nelle categorie H-1B, L-1 e EB, richiamando l’esperienza del divieto di viaggio del 2017.
I colossi indiani dell’IT e della consulenza—che insieme detengono oltre 180.000 approvazioni H-1B—affrontano due rischi immediati. Primo, i dipendenti attualmente negli USA ma con programmi di rientro in patria potrebbero restare bloccati se i rinnovi dei visti venissero sospesi. Secondo, le procedure in corso per le green card potrebbero subire ritardi indefiniti, aumentando il rischio di perdita di talenti a favore di destinazioni concorrenti come il Canada. I team legali aziendali stanno già consigliando al personale in loco di posticipare viaggi non essenziali fino alla pubblicazione di linee guida ufficiali da parte del Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS).
Anche i flussi di immigrazione basati sulla famiglia sono a rischio. Coniugi e figli in attesa di elaborazione consolare in India potrebbero vedere cancellati gli appuntamenti con breve preavviso, prolungando le separazioni. Gli agenti educativi temono che un clima di incertezza possa ridurre le iscrizioni per la sessione primaverile 2026, un gruppo già penalizzato da un tasso record di rifiuto dei permessi di studio in Canada pari al 74% quest’anno.
Gli esperti osservano che la proclamazione sarà quasi certamente oggetto di contestazioni legali e che il Congresso potrebbe intervenire se settori chiave lamentassero carenze di talenti. Tuttavia, l’annuncio—presentato in termini di sicurezza nazionale dopo una sparatoria a Washington, DC—aggiunge un’ulteriore variabile per le aziende indiane che gestiscono pipeline di mobilità globale. Le azioni immediate includono la revisione dei calendari di viaggio degli assegnati, l’accelerazione della raccolta documentale per le petizioni in corso e l’aggiornamento delle comunicazioni sui rischi verso i vertici aziendali.
Fonte: Al Jazeera
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